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Maglie-Leuca c'è la firma Appalto Anas a Matarrese

SANTA MARIA DI LEUCA (Lecce) - La firma del presidente dell’Anas, Pietro Ciucci al gruppo Matarrese - Coedisal - Palumbo dopo una querelle iniziata a luglio dello scorso anno con sentenza del Consiglio di stato. Ma forse i ricorsi non sono finiti
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Maglie-Leuca c'è la firma Appalto Anas a Matarrese
MAURO CIARDO
SANTA MARIA DI LEUCA (Lecce) - Anas affida l’appalto della 275 al gruppo Matarrese - Coedisal - Palumbo ma l’avvio dei cantieri ancora non appare all’orizzonte perché è pronto il ricorso della Ccc - Igeco.

Il presidente dell’Azienda partecipata statale per le strade, Pietro Ciucci, ha firmato ieri il documento con cui affida l’appalto dei lavori di riammodernamento della statale Maglie - Leuca al gruppo barese-salentino, aggiungendo un altro passaggio a una querelle che si era aperta a luglio dello scorso anno, quando il Consiglio di Stato, proprio su ricorso della Matarrese - difesa dall’avvocato Pietro Quinto - aveva fatto rilevare “macroscopiche illegittimità” nella documentazione dei tre raggruppamenti ricorrenti classificatisi ai primi tre posti. 

Si trattava dell’Ati Ccc - Igeco, della Grandi lavori- Fincosit e della Salimi. I quarti classificati al termine del bando di gara, grazie alle strategie difensive di Quinto riuscirono a ribaltare il verdetto ma i giudici di Palazzo Spada lasciarono ad Anas la scelta tra l’affidare alla prima aggiudicataria Ccc i lavori per via dell’eccezionalità del bando che interessava grandi opere strategiche di carattere nazionale, e quindi risarcire la Matarrese con 10 milioni di euro, oppure annullare l’affidamento originario e consegnare l’opera nelle mani di quest’ultima.

La scelta di Ciucci e del suo Consiglio di amministrazione è caduta sulla seconda opzione, ma non senza un lunghissimo travaglio interno durato mesi durante i quali Anas ha chiesto alle stesse ditte di presentare le proprie osservazioni.

«È grande la soddisfazione sotto il profilo professionale e come cittadino del Salento - è il commento a caldo di Quinto - per vedere finalmente attuabile un’opera pubblica di fondamentale importanza per la popolazione di questo territorio e in particolare del Capo di Leuca».

Per conto della Matarrese - Palumbo l’avvocato Quinto presentò un memoriale in cui ricordava che erano proprio le “macroscopiche illegittimità” degli avversari a chiarire ogni dubbio su chi dovesse eseguire i lavori, mentre la principale concorrente, la Ccc difesa dall’avvocato Ernesto Sticchi Damiani, sollevò il punto della legge speciale con cui è nato il bando e sull’impossibilità di annullarlo, rispolverando anche alcune difficoltà finanziarie della Matarrese che non consentirebbero di farle avviare i lavori.

Insieme alla popolazione locale scesa in strada in massa il 31 ottobre scorso,  anche il mondo politico e istituzionale aveva fatto sentire la propria voce, a cominciare dal presidente della Provincia Antonio Gabellone, che aveva minacciato di chiedere i danni ad Anas se le ruspe non avessero acceso i motori nel breve periodo per evitare altri morti lungo un tracciato pericolosissimo che ne ha già contati a decine.

A Roma si recò persino una delegazione bipartisan formata da cinque parlamentari espressione del territorio per incontrare Ciucci su invito del sottosegretario Umberto Del Basso De Caro e sollecitare la decisione. 
Ora una nuova pagina nel lungo fascicolo dell’opera, attesa da 25 anni. Se sarà l’ultima o meno lo sapremo seguendo le mosse della Ccc, intenzionata a ricorrere subito al Tar pur di far valere le sue pretese.

«Non capita tutti i giorni di riuscire in sede giurisdizionale a ribaltare una graduatoria di un appalto pubblico riportando al primo posto la ditta che era stata illegittimamente classificata al quarto posto – continua l’avvocato Quinto - dimostrando che le prime tre dovevano addirittura essere escluse dalla gara. Il lungo tempo trascorso, costellato da ben 25 ricorsi in varie sedi giudiziarie, è servito, per un verso, a migliorare la soluzione progettuale con modifiche importanti e, per l’altro, a scoprire discariche abusive che con la realizzazione dell’opera pubblica saranno risanate».

Per vedere l’asfalto bisognerà comunque attendere alcuni passaggi formali che riguardano la redazione del progetto esecutivo che l’aggiudicataria dovrà presentare. Un piano che dovrà tenere conto di tutte le modifiche di mitigazione dell’impatto ambientale, senza dimenticare che l’ultimo tratto di sette chilometri tra San Dana e Leuca deve ricevere ancora l’ok da parte del Cipe per la riduzione da quattro a due corsie.

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