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Xilella, Piano da rivedere Commissario: altri focolai «Pasqua senza ramoscelli» Ulivi da distruggere lungo 15 km L'esperto: queste le cause

LECCE - Il commissario governativo: stanno venendo fuori nuovi focolai in Salento. Si allarga il fronte del contagio degli alberi. E intanto la Coldiretti fa una dimostrazione di buona pratica salva ulivo in un campo di Cavallino con taglio dei rami degli ulivi infetti, aratura del terreno e bruciatura delle ramaglie. A rischio il tradizionale rito dello scambio del ramo d'ulivo. Lanciato un hashtag #savemonumentalolives su Twitter. A rischio 11 milioni di alberi (Nella tabella la mappa della produzione di olive in Italia)
Contro la xylella solo tre ricercatori - di Tonio Tondo
Contagiata macchia mediterranea
Colpite almeno 15 aziende vivaistiche
«Ora stop all'Imu agricola»
Xilella, Piano da rivedere Commissario: altri focolai «Pasqua senza ramoscelli» Ulivi da distruggere lungo 15 km L'esperto: queste le cause

LECCE -  "Stiamo apportando alcune modifiche al piano per l’emergenza Xylella, legate alla evoluzione della situazione visto che stanno venendo fuori continuamente nuovi focolai e che dobbiamo anche pensare in prospettiva adattando il tutto". Lo ha spiegato il commissario straordinario per l'emergenza, Giuseppe Silletti, intervenendo oggi a Bari ad un incontro con la stampa nella sede del comando regionale della Forestale alla presenza tra gli altri del Capo del Corpo, Cesare Patrone.

"Sono tanti i focolai, non li ricordo tutti, alcuni dei nuovi sono – ha aggiunto Silletti – verso Porto Cesareo. Con il piano di eradicazione si partirà appena concluderemo tutto l’iter approvativo. Questione di giorni". Gli ultimi focolai noti confermati alla stampa durante la conferenza sono quelli di Oria nel brindisino. "Si tratta – ha detto il dirigente del servizio agricoltura della Regione, Giuseppe D’Onghia – di una decina d’alberi su cui la Xylella fastidiosa associata al Complesso del disseccamento rapido dell’olivo (CoDiRO) è stata conclamata. Altri alberi sono sotto osservazione. La situazione purtroppo si è evoluta con un avanzamento diverso rispetto a quanto immaginato. Basti pensare che il punto d’infezione ad Oria dista 40km da quello precedentemente rilevato. Questione che impone una seria riflessione sui vettori di diffusione perchè da solo l'insetto vettore della malattia, la sputacchina, non può fare tanta strada. Bisogna quindi fare attenzione alla fauna ed agli stessi comportamenti degli agricoltori".

"Lasciateci lavorare. Non dobbiamo perdere tempo a comunicare" ha poi detto il Capo del Corpo Forestale, Cesare Patrone, annunciando una stretta sulla comunicazione dell’emergenza.

COLDIRETTI: TEST PER SALVARE ALBERI
Una dimostrazione delle buone pratiche salva ulivi, per bloccare la diffusione della epidemia della Xylella fastidiosa che sta provocando il disseccamento di centinaia di piante nel Salento, è stata avviata oggi dalla Coldiretti con il taglio dei rami degli ulivi infetti, aratura del terreno e bruciatura delle ramaglie.

L'iniziativa viene realizzata in un campo agricolo di circa 50 ettari sulla strada provinciale che collega Cavallino a Caprarica, una delle ultime zone focolaio individuate, dove i segni di essiccamento sulle chiome degli ulivi si stanno diffondendo aggredendo sia gli esemplari ultracentenari presenti sia quelli più giovani. Si tratta di un uliveto perfettamente manutenuto e che è stato scelto simbolicamente dalla Coldiretti per dimostrate che il contagio non avviene solo in agri abbandonati e incolti.

Sul posto c'è il presidente nazionale di Coldiretti, Roberto Moncalvo, arrivato in Salento con l’intera giunta nazionale per il lancio del primo crowndfunding ambientale e delle operazioni dimostrative colturali salva ulivi.

Ci vuole la "massima lucidità – ha detto Moncalvo – perchè le eradicazioni vengano fatte in modo intelligente e prevalga quello che oggi stiamo mettendo in campo, ovvero le buone pratiche agronomiche che servono perchè questa emergenza non si diffonda ulteriormente". "Il piano antixylella del commissario Silletti – ha detto ancora – è un piano importante nei numeri e va affrontato con lucidità, gestito con la ricerca al nostro fianco, perchè non possiamo permetterci di distruggere più del necessario un patrimonio cosi fondamentale come l’Ulivo in questo territorio".

PASQUA SENZA RAMOSCELLI DI ULIVO
"Sarà la prima settimana Santa in cui non saranno distribuiti i tradizionali ramoscelli di ulivo nella domenica delle Palme se si vuole evitare la diffusione di una epidemia che sta facendo strage di piante secolari che dal Salento in Puglia potrebbe estendersi in tutta Europa". E' questo, secondo la Coldiretti, uno degli effetti della lotta alla diffusione della Xjlella, fastidiosa responsabile del disseccamento degli ulivi, poichè la schiusa delle uova dell’insetto vettore della malattia, la sputacchina, inizierà proprio nei giorni che precedono la Pasqua e ciò renderà molto pericoloso scambiarsi i tradizionali rametti d’ulivo, simbolo della pace nel mondo.

Lo ha sottolineato il presidente di Coldiretti, Roberto Moncalvo, che accompagnato dall’intera giunta, ha dato il via oggi in una azienda agricola del Salento, alla terapia salva ulivi con le attività di potatura, trinciatura, sarchiatura e aratura dei terreni, necessarie a fermare la propagazione del contagio.

Gli insetti ancora giovani di sputacchina – precisa la Coldiretti – risultano stanziali, sono soliti vivere sulle erbacce presenti ai piedi degli olivi. Buone pratiche colturali adeguate, interventi periodici, tesi all’arieggiamento delle piante e miglioramento dello stato vegetativo, possono ridurre in maniera imponente tali vettori, senza alcun impatto ambientale. "Inizia una battaglia contro il tempo per difendere le storiche piante millenarie e salvare un bene dell’intera Umanità", ha detto Moncalvo sottolineando che "è necessario garantire l’impegno delle istituzioni, gli interventi necessari e le risorse adeguate per salvare un bene pubblico che tutto il mondo ci invidia".

Con l’hashtag #savemonumentalolives su Twitter è stata lanciata una petizione popolare per coinvolgere la società civile nell’azione di tutela ambientale e del paesaggio contestualmente all’avvio della prima raccolta di fondi utile a finanziare la ricerca per debellare la Xylella fastidiosa con il metodo del crowdfunding ambientale e dare così la possibilità ai milioni di italiani e stranieri che amano il Salento di contribuire concretamente.

L’iniziativa della Coldiretti è stata lanciata in occasione della visita del presidente Roberto Moncalvo e della giunta nazionale in Puglia. "La ricerca – sottolinea la Coldiretti – ha un ruolo determinante perchè fino al 2013 in Europa non c'era traccia di Xylella e il batterio pare fosse conosciuto (da 130 anni) solo nelle Americhe e a Taiwan. Colpisce anche alberi da frutto e piante ornamentali, diffusissime in Salento, ma per fortuna la vite ad oggi risulta immune".

Il «complesso del disseccamento rapido dell’ulivo», sottolinea Coldiretti, in base a quanto emerso anche in occasione dell’"International Symposium on the European outbreak of Xylella fastidiosa in olive", che ha riunito ad ottobre 2014 ben 200 ricercatori provenienti da venti nazioni diverse, rischia di allargarsi pericolosamente oltre quest’area di primo insediamento e diffusione.

DICHIARAZIONE DI STATO CALAMITA' NATURALE
Dopo la deliberazione di stato di emergenza per l’epidemia di Xylella fastidiosa del Consiglio dei Ministri, che ha nominato commissionario straordinario Giuseppe Silletti, "è necessario un risoluto impegno di tutto il Parlamento affinchè sia resa possibile la dichiarazione di stato di calamità naturale". E’ quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che per la gravità ed il rischio di diffusione dell’epidemia "non va considerato un problema esclusivo del Salento dove si contano ben 11 milioni di piante d’ulivo, piuttosto italiano e comunitario, con l’auspicio che il carattere di estrema urgenza delle misure da attivare possa raccogliere l’impegno comune di tutte le forze politiche".

"Con la declaratoria di stato di calamità naturale – precisa la Coldiretti – sarebbero immediatamente innescate urgenti misure di sostegno in favore degli imprenditori olivicoli, quali sgravi della contribuzione previdenziale agricola e del settore della trasformazione, sospensione o dilazione delle scadenze fiscali agricole previste per i soggetti agricoli professionali e postergazione di ogni scadenza di mutui e investimenti per 5 anni, interventi indispensabili a garantire un futuro ad imprese olivicole, cooperative, frantoi e vivai salentini".

Coldiretti chiede che l’Unione Europea, "oltre a monitorare quanto sta accadendo in Puglia, disponga efficaci misure di rafforzamento dei controlli alle frontiere e finalmente l'embargo avverso le aree da cui proviene il batterio, come ad esempio il sud America e un doveroso periodo di quarantena delle piante provenienti da Paesi extra Ue, al fine di bloccare il commercio di materiale vegetale infetto".

PD: NON CONVINCE PIANO COMMISSARIO

 «Sono molti i punti nel piano del commissario Silletti che per gli agricoltori pugliesi rischiano di essere più fastidiosi della Xylella. In particolare, non sembrano chiari i temi per la realizzazione delle sue diverse fasi, tra cui l'aratura e la potatura; così come quali siano le spese a carico degli agricoltori, e quali gli incentivi e i risarcimenti per loro. Nel piano, infatti, non sembra esserci alcun rimborso per chi espianta».

Lo ha dichiarato il capogruppo Pd alla Regione Puglia, Pino Romano, sul Piano del commissario Silletti. «Per fare un esempio dei necessari chiarimenti sulla tempistica, si pensi che il Piano operativo propone di effettuare la aratura, che precede la potatura, entro il mese di aprile: speriamo non si stia parlando dell’anno prossimo. Ma, soprattutto, non è chiaro da dove debba cominciare l’eradicazione.

L’Europa chiede di provvedere a una fascia ampia 15 Km, con una eradicazione che vada dal mare Adriatico allo Ionio. Bene: da dove si inizia? La zona non è ben definita e, se si considera che c'è stato un altro caso di Xylella a Cellino San Marco, si comprende quanto sia più ampia del previsto la portata del fenomeno. Inoltre, il Piano prevede 13 milioni di euro solo per gli interventi negli spazi pubblici e per le azioni di monitoraggio, ma non c'è neanche un centesimo per i proprietari degli ulivi, anche quelli secolari, il cui costo medio di abbattimento è stimato in 120 euro. Questa somma, del resto, andrà all’impresa che abbatte e non a chi subisce l’abbattimento». 

COME LA TERRA DEI FUOCHI – "La situazione creatasi in Puglia con la Xylella è paragonabile a quella della 'Terra dei fuochì ed è anche peggiore sotto il profilo della disperazione sociale". Lo ha detto il Capo del Corpo forestale dello Stato, Cesare Patrone, intervenendo oggi a Bari ad un incontro con la stampa nella sede del comando regionale del Corpo per fare il punto sull'emergenza Xylella. All’incontro ha partecipato anche il commissario per l’emergenza, Giuseppe Silletti.
"Siamo qui per lavorare non per far polemiche o per dire se ci sono stati o meno errori sino ad oggi. Questo è il momento zero. Si inizia". "Bisogna intervenire subito, velocemente, tutti insieme – ha detto Patrone – Sono venuto qui a dire che affronteremo questa situazione concretamente e seriamente, con approfondimenti scientifici e con rinnovati rapporti con l'autorità giudiziaria. Sono qui anche per dare un richiamo all’unità: tutte le istituzioni devono essere insieme e non ci devono essere polemiche ed opinioni diverse". Patrone, rivolgendosi poi direttamente al Commissario Silletti in conferenza stampa, ha detto: "Ti ordino da oggi una comunicazione scadenzata in base ad un preventivo accordo con il Ministero. Noi dobbiamo comunicare quello che è stato fatto, non - ha aggiunto – quello che si deve fare. La stampa sia veicolo d’informazione corretta".
"Ora che il Piano è pronto – ha aggiunto il virologo ed accademico dei Georgofili, Giovanni Martelli – bisogna metterlo in atto. La tempestività degli interventi è fondamentale, il tempo per le polemiche sulle iniziali lentezze verrà dopo". "Ed intanto – ha annunciato – a breve invieremo un promemoria all’Unione europea per sostenere la non suscettibilità della vite a questo ceppo di Xylella".

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