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Filobus, false fatturazioni un nuovo filone a Lecce

di GIANFRANCO LATTANTE
LECCE - Sul filobus «viaggia» una seconda indagine. Con le presunte tangenti non c’entra niente. E non c’entra neppure con il sistema di trasporto urbano. La Guardia di Finanza sta scavando intorno ad un colossale giro di fatture false. Gli importi si aggirano sui venti milioni di euro. E le posizioni da approfondire sono una cinquantina
Filobus, false fatturazioni un nuovo filone a Lecce
di Gianfranco Lattante

LECCE - Sul filobus «viaggia» una seconda indagine. Con le presunte tangenti non c’entra niente. E non c’entra neppure con il sistema di trasporto urbano. La Guardia di Finanza sta scavando intorno ad un colossale giro di fatture false. Gli importi si aggirano sui venti milioni di euro. E le posizioni da approfondire sono una cinquantina.

Numeri ed importi contribuiscono a delineare i contorni di un’attività investigativa elenfantiaca. Gli accertamenti riguardano imprese, aziende e società che operano fuori provincia e fuori regione. E proprio in questi giorni dagli uffici del Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di piazzetta dei Peruzzi sono partiti informative e dispacci per i comandi delle Fiamme Gialle che operano in Emilia Romagna, Toscana, Umbria e Lombardia.l

LA GENESI - Gli approfondimenti relativi alle fatturazioni false sono stati sviluppati come una costola dell’inchiesta-madre sul filobus. C’è attesa per l’avviso di conclusione con il quale il procuratore aggiunto formalizzerà le accuse nei confronti degli indagati. Al centro dell’inchiesta c’è Massimo Buonerba, docente universitario e consulente giuridico dell’ex sindaco Adriana Poli Bortone. Buonerba ha trascorso tre mesi in carcere (dal dicembre 2011 al febbraio 2012) per aver preteso e ricevuto circa 600mila euro dal progettista del filobus, l’ingegnere Giordano Franceschini, in cambio dell’incarico.

In due banche di Lugano, dove Buonerba è indagato per autoriciclaggio, sono stati sequestrati conti correnti con due milioni e 800 mila euro. Nell’indagine del filobus sono coinvolti anche altri soggetti, sospettati di aver avuto un ruolo nel trasferimento in Svizzera del denaro. Si tratta dell’ingegnere di Perugia Giordano Franceschini, progettista del filobus, tecnico imposto dallo stesso Buonerba (anche lui ha trascorso alcune settimane nel carcere di borgo San Nicola). Gli altri nomi incrociati dall’inchiesta sono quelli di Federico De Vittori, faccendiere di Lugano; di Angelo, Renata e Olivier Ferrari (rispettivamente padre, zia e figlio) di Porto Ceresio; di Nicoletta Messina, compagna di Olivier Ferrari; di Giorgio Zoboli, imprenditore di Bologna con frequentazioni massoniche; di Robero Buonerba, figlio del professore; e degli imprenditori umbri Giampiero Della Massa e Dario Fabbriciani che con le fatture false avrebbero consentito la creazione di fondi neri per le tangenti.

GLI INCROCI - Nel frattempo l’attività della Guardia di Finanza è proseguita. L’attenzione si è soffermata su alcuni aspetti che si sono affacciati nel corso delle indagini. È avvenuto ciò che si verifica con la pesca a strascico. È un metodo che consiste nel trainare una rete sul fondo del mare. Così, alla fine, finisce di tutto. Le intercettazioni telefoniche, le perquisizioni e i sequestri eseguiti in diverse località del Nord, hanno permesso di acquisire ai finanzieri una montagna di elementi. Conclusi gli approfondimenti sul filobus, è giunto il momento di verificare tutti gli altri aspetti. I finanzieri hanno scoperto un giro di fatture false colossale. Sono state emesse da soggetti incrociati dall’indagine sul filobus. 

GLI APPROFONDIMENTI - Da Lecce, ora, le verifiche sulle fatture false si stanno spostando altrove. I finanzieri, diretti dal tenente colonnello Nicola De Santis dopo aver informato il procuratore aggiunto Antonio De Donno, hanno trasmesso la documentazione ai comandi competenti perché accertino importi e documenti fiscali.

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