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Bombe e minacce amministratori salentini sotto tiro della mala

di GIANFRANCO LATTANTE
LECCE - Sindaci e assessori sotto attacco. Il numero di minacce, di attentati e di intimidazioni nei confronti di amministratori locali spinge in alto la provincia di Lecce nella classifica delle aree più a rischio, appena sotto le metropoli (Napoli, Roma, Torino e Milano) e i territori di Gomorra e di Cosa Nostra
Bombe e minacce amministratori salentini sotto tiro della mala
di GIANFRANCO LATTANTE

LECCE - Sindaci e assessori sotto attacco. Il numero di minacce, di attentati e di intimidazioni nei confronti di amministratori locali spinge in alto la provincia di Lecce nella classifica delle aree più a rischio, appena sotto le metropoli (Napoli, Roma, Torino e Milano) e i territori di Gomorra e di Cosa Nostra. La classifica è stata stilata dalla Commissione straordinaria del Senato sul fenomeno delle intimidazioni agli amministratori locali. Nel mese di giugno scorso i senatori sono stati in Puglia ed hanno ricordato la figura di Renata Fonte, ammazzata il 31 marzo dell’85 perché da assessore di Nardò, era impegnata nella difesa dell'ambiente e per la sua irreprensibilità morale e istituzionale ed ha incontrato anche il prefetto Giuliana Per rotta e il procuratore Cataldo Motta, oltre ai vertici provinciali di carabinieri e polizia.
Sono stati raccolti dati e relazioni. E alla fine è stata stilata la classifica. In Provincia di Lecce ci sono stati 22 episodi di intimidazione nel 2013. Mentre nel primo quadrimestre del 2014 (è il periodo preso in esame dalla Commissione) sono stati nove gli amministratori che hanno subito attentati, minacce o intimidazioni. Il dato proietta la provincia di Lecce nei primi dieci posti nella classifica nazionale.

La situazione (considerati gli episodi avvenuti nello stesso periodo di tempo) è più drammatica soltanto a Napoli (17 episodi); Messina (15) Roma, Catanzaro e Foggia (14); Torino, Reggio Calabria e Trapani (13); Palermo (12); Milano, Agrigento e Cagliari (10). «Naturalmente non siamo in condizioni di affermare che si tratti di manifestazioni della criminalità organizzata - ha spiegato alla Commissione il procuratore Cataldo Motta - Possiamo soltanto registrare un dato particolarmente rilevante anche perché nel circondario di Lecce, nell’ambito degli ultimi due anni, il numero degli episodi è raddoppiato. In questo senso, gli attentati che interessano gli amministratori o comunque personale riconducibile a responsabili di uffici tecnici comunali o in genere a personale degli enti locali sono in una percentuale che oscilla tra il sette e il quindici per cento». Il trend in aumento è confermato dai dati forniti dalla Procura: ai danni di amministratori pubblici ci sono stati 14 episodi intimidatori nel 2012, altrettanti l’anno successivo.

A giugno 2014, quando è avvenuta l’audizione del procuratore Motta, gli attentati erano stati 11. Nell’arco del triennio 2012-2014 sono stati registrati 39 episodi: dieci lettere minatorie, 13 danneggiamenti di autovetture, otto danneggiamenti di abitazioni, una telefonata minatoria, un furto di veicolo, due danneggiamenti a esercizi commerciali, un danneggiamento di beni della pubblica amministrazione, un danneggiamento a una imbarcazione, due minacce con l’utilizzo di materiale esplodente. In quattro casi sono stati identificati e deferiti all’autorità giudiziaria gli autori nonché accertati i motivi degli atti intimidatori.

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