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Qualità dell’aria
un’inchiesta a Lecce

inquinamento

di FRANCESCO OLIVA

LECCE - La Procura accende un faro sulla qualità dell’aria in provincia di Lecce. In particolare, sotto la lente d’ingrandimento degli investigatori, sono finite le fabbriche in funzione nel Salento. Inoltre, si intende appurare se ci sia una correlazione tra l’aumento dei tumori e l’emissione di sostanze nocive nell’atmosfera da parte delle fabbriche locali. Un’indagine conoscitiva è stata avviata dal procuratore aggiunto Ennio Cillo per accertare se i livelli di sostanze inquinanti rilevati nell’aria superino la soglia prevista dalle normative in vigore. In campo nazionale ed europeo. Gli accertamenti sono condotti dagli uomini della sezione di pg dell’aliquota operativa del Corpo forestale di Lecce. L’ipotesi di reato, al momento, è quella di getto pericoloso di cose. Gli approfondimenti potrebbero aprire scenari inediti e arricchire il fascicolo di accuse ben più gravi. L’inchiesta è stata avviata circa sei mesi fa sulla scorta degli innumerevoli esposti presentati in Procura in questi mesi da varie associazioni ambientaliste.

A corroborare gli accertamenti, poi, ci sono i dati di mortalità rilevati nel Salento per tumori, segnalati in costante aumento negli ultimi anni, così come confermato dai registri annuali. Un tasso di decessi allarmante. Causato, probabilmente, da una pessima qualità dell’aria. In particolare in alcune zone del Salento il numero di decessi per alcuni tipi di tumori, come quelli al colon e ai polmoni, è superiore alla media nazionale. Dati allarmanti, che hanno acceso una spia anche in Procura. Gli investigatori hanno già effettuato i primi accertamenti. Nei mesi scorsi una corposa documentazione è stata acquisita dalle sedi di diverse fabbriche attive in provincia di Lecce.
L’intero carteggio è ora al vaglio degli investigatori. In campo ci sono anche gli ispettori dell’Arpa, che stanno affiancando gli uomini del Corpo Forestale negli accertamenti. Altre acquisizioni verranno effettuate nelle prossime settimane. Non è escluso che, a breve, il fascicolo possa finire nelle mani di un magistrato in servizio nel pool “reati ambientali”.

Una prima informativa dovrebbe confluire in Procura a breve, non appena il lavoro degli investigatori verrà completato. L’attenzione è massima su un’emergenza finita già da tempo all’attenzione dell’Arpa e delle locali associazioni ambientaliste. Le varie fabbriche sono in regola? Sprigionano sostanze nocive e quali? E soprattutto condizionano la qualità dell’aria rendendo di fatto il Salento una delle zone d’Italia a maggior rischio inquinamento? Con inevitabili ripercussioni sulla vivibilità e la salute della popolazione.

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