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«Stop ai contatori gas» Esperti: sarebbero nocivi

di FLAVIA SERRAVEZZA
LECCE - Monta la protesta contro gli «smart meter», i nuovi contatori wi-fi per la lettura dei consumi di gas e luce già installati presso numerose abitazioni leccesi.A preoccupare è la «massiccia» e «continuata» esposizione dei cittadini alle onde elettromagnetiche prodotte da questi nuovi dispositivi «intelligenti», che funzionano solo in modalità wireless emettendo impulsi a radiofrequenza 24 ore su 24.
«Stop ai contatori gas» Esperti: sarebbero nocivi
di Flavia Serravezza

Monta la protesta contro gli «smart meter», i nuovi contatori wi-fi per la lettura dei consumi di gas e luce già installati presso numerose abitazioni leccesi.

A preoccupare è la «massiccia» e «continuata» esposizione dei cittadini alle onde elettromagnetiche prodotte da questi nuovi dispositivi «intelligenti», che funzionano solo in modalità wireless emettendo impulsi a radiofrequenza 24 ore su 24. Per questo l’Ordine dei farmacisti di Lecce, insieme a un gruppo di medici, biologi e diverse associazioni del territorio (Codacons, Csv Salento, comitato Nuova Rudiae, Vivere Lecce, Codici, FedImprese, Ente bilaterale Terziario italiano), invocano ora l’intervento del sindaco Paolo Perrone.

«Chiediamo che sia interrotta urgentemente l’installazione dei nuovi contatori del gas a telelettura per non mettere a repentaglio la salute dei cittadini», scrivono in un documento inviato per conoscenza anche al prefetto, al presidente della Provincia e al direttore di Arpa Puglia. «Chiediamo anche - aggiungono - che sia applicato il principio di precauzione come invocato dal Consiglio d’Europa per quanto riguarda i nuovi contatori e che si convochi un tavolo di confronto per discutere dei necessari e urgenti provvedimenti da adottare».

Nel documento redatto dal gruppo di esperti salentini - prima firmataria è Fabia Del Giudice, farmacista specializzata in Igiene - si fa riferimento ai numerosi studi scientifici che evidenziano gli effetti potenzialmente nocivi per la salute umana, animale e vegetale delle «Rf-Cem» (radiofrequenze - campi elettromagnetici) emesse dai vari dispositivi per la telecomunicazione (wi-fi, smart meter, antenne per la telefonie, ripetitori). In particolare, si cita il documento redatto nel 2012 da un gruppo di 54 esperti, guidati dal direttore dell’Istituto Salute e Ambiente di Albany (New York) David Carpenter, che evidenzia i «gravi danni» per la salute legati all’esposizione agli smart meter. Non solo. Anche il Dipartimento di Salute pubblica della Contea di Santa Cruz, in California, ha espresso seria preoccupazione per il crescente numero di persone affette da «elettrosensibilità» in seguito all’installazione di smart meter. E ancora, l’American Academy of Environmental Medicine raccomanda perfino di «evitare la messa in opera smart meter a causa del loro effetto nocivo sulla salute». Ma l’elenco è lunghissimo, sono davvero tante le organizzazioni e istituzioni che in questi anni hanno invocato prudenza in materia.

L’assurdo sta nel fatto che dal 2011 il Consiglio d’Europa raccomanda agli Stati membri di diminuire l’esposizione all’inquinamento elettromagnetico, prestando «particolare attenzione a bambini e ragazzi». Alle medesime conclusioni è giunta anche l’Oms, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, stabilendo che, in presenza di studi discordanti fra chi sostiene l’innocuità e chi la pericolosità dei campi elettromagnetici, è doveroso applicare il principio di precauzione.

Invece accade tutto il contrario. Si assiste a un «bombardamento» continuo. Come se non bastasse il wi-fi del vicino, quello della villa comunale, delle piazze, delle scuole, degli uffici, poi i telefonini, le antenne e via dicendo, ci si appresta a dotare le abitazioni di nuove fonti di onde elettromagnetiche che funzionano notte e giorno. Alè. Tutto per consentire ai gestori dei servizi di controllare a distanza i consumi degli utenti ed evitare bollette su stime forfettarie. Ne vale davvero la pena?

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