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Tap, una petizione contro il gasdotto

di ANNA CHIARA PENNETTA
LECCE - Sul caso Tap a Casalabate dal web parte una petizione e intanto cresce l’attesa per conoscere l’opinione ufficiale della Trans Adriatic Pipeline in merito ai siti alternativi a San Foca. Inizia a muoversi qualcosa sui social network rispetto alla “candidatura” di Casalabate come approdo del gasdotto
Tap, una petizione contro il gasdotto
di ANNA CHIARA PENNETTA
LECCE - Sul caso Tap a Casalabate dal web parte una petizione e intanto cresce l’attesa per conoscere l’opinione ufficiale della Trans Adriatic Pipeline in merito ai siti alternativi a San Foca. Inizia a muoversi qualcosa sui social network rispetto alla “candidatura” di Casalabate come approdo del gasdotto partita, lo ricordiamo, con un atto del Consiglio comunale di Squinzano e finita sul tavolo della Regione che ha proposto una rosa di siti alla multinazionale del gas in alternativa a San Foca.
Dalla pagina Facebook di un cittadino squinzanese, condivisa anche sul gruppo «Amici di Casalabate», parte il tentativo di mettere in piedi una raccolta firme per l’abrogazione della delibera di Consiglio comunale n. 72 del 2013 e contestualmente la proposta di delibera per dichiarare Squinzano città contraria a qualsiasi tipo di intervento fortemente impattante per l’ambiente e la salute.

La delibera in questione è quella approvata nel febbraio 2013, all’unanimità, dal Consiglio comunale di Squinzano con la quale si mette a disposizione il proprio territorio costiero per l’approdo Tap a condizione che la centrale di Cerano venga riconvertita da carbone a gas. Di recente Enel, società che gestisce la centrale Federico II, ha effettuato adeguamenti dell’impianto e ha escluso, per quel che se ne sa, l’ipotesi di una riconversione della fonte energetica. Inoltre, in merito ai siti alternativi sul tavolo della discussione in sede ministeriale, l’am - ministratore delegato di Tap Gianpaolo Russo ha dichiarato che la proposta della Regione Puglia è tardiva e che la riconversione di Cerano è «del tutto fuori dal progetto». Tuttavia le posizioni ufficiali in merito verranno palesate mercoledì prossimo a Roma al Dipartimento per il coordinamento amministrativo della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Tuttavia il dato che emerge resta quello che, a differenza dei quaranta comuni salentini che già in passato si sono ufficialmente dichiarati contrari al gasdotto, Squinzano al momento resta l’unica voce fuori dal coro. E nei prossimi giorni all’elenco degli enti locali che dicono “no” alla Tap dovrebbe aggiungersi anche il Comune di Trepuzzi che, a stretto giro, convocherà un Consiglio ad hoc per deliberare in tale direzione. Nel dibattito intanto interviene il presidente della Pro loco Casalabate-Trepuzzi, Ilio Spalluto, il quale sottolinea «la contrarietà ad un’opera imponente in una marina che nelle intenzioni degli amministratori locali vuole puntare sul turismo. Non credo che l’eventualità di riconvertire la centrale di Cerano si possa verificare. Per il nostro territorio è già difficile intervenire a tutela della salute pubblica per l’attività di piccoli impianti, come ad esempio l’inceneritore della Biosud nella zona di Surbo o di altri insediamenti vicini a Casalabate, che influenzare le decisioni di una grande azienda come Cerano sembra davvero impossibile».

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