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Tap, indaga procura Roma Ira sul gasdotto dei sindaci di Trepuzzi e Torchiarolo

MELENDUGNO (Lecce) - La Procura di Roma bussa alla porta del gasdotto Tap mentre il territorio si divide sulle ipotesi dei siti alternativi che la Presidenza del Consiglio dei ministri ha chiesto di vagliare nell’incontro di due giorni fa. L’inchiesta è partita sulla scorta di un esposto del Comitato No Tap che mette in dubbio l’iter procedurale che ha portato il Ministero dell’Ambiente a concedere parere favorevole al rilascio della Valutazione d’impatto ambientale
Tap, indaga procura Roma Ira sul gasdotto dei sindaci di Trepuzzi e Torchiarolo
di ROSARIA GALASSO

MELENDUGNO (Lecce) - La Procura di Roma bussa alla porta del gasdotto Tap mentre il territorio si divide sulle ipotesi dei siti alternativi che la Presidenza del Consiglio dei ministri ha chiesto di vagliare nell’incontro di due giorni fa. L’inchiesta è partita sulla scorta di un esposto del Comitato No Tap che mette in dubbio l’iter procedurale che ha portato il Ministero dell’Ambiente a concedere parere favorevole al rilascio della Valutazione d’impatto ambientale. Un esposto presentato per competenza a Roma, visto i soggetti interessati. Se ne occupa il pubblico ministero Maria Letizia Golfieri che, almeno per il momento, starebbe procedendo contro ignoti.

Quel che è certo è che nelle scorse settimane, per rogatoria, ha disposto che i carabinieri di Melendugno ascoltassero gli estensori dell’esposto come persone «informate sui fatti» per chiarire ulteriormente alcuni aspetti della questione.

Ma intanto, mentre l’inchiesta va avanti, la guerra del no è ufficialmente aperta. Casalabate, marina cogestita dai comuni di Squinzano e Trepuzzi, insieme con Brindisi porto e Torchiarolo sono i potenziali siti alternativi a San Foca. E proprio tra Squinzano e Trepuzzi si sta consumando la rottura. «Non si può svendere così il territorio» sostiene il sindaco di Trepuzzi Oronzo Valzano. Indirettamente risponde a Mino Miccoli, primo cittadino a Squinzano, che a febbraio dell’anno scorso, in pieno dibattito sul gasdotto, ha convocato un consiglio comunale in cui, trasversalmente, è stata dichiarata un’apertura all’opera in cambio della conversione della centrale a carbone di Cerano. Un proposito confermato ieri stesso da Miccoli che si è detto ancora possibilista. Per Valzano «la rinascita di Casalabate passa dalla tutela del territorio. Abbiamo chiacchierato a lungo sulla gestione condivisa della nostra marina, ma mi pare che le fughe in avanti non aiutino a dare concretezza a questo proposito. Per quanto mi riguarda, il territorio non sarà svenduto a nessun potentato e per nessuna cifra. Convocherò un incontro di tutti gli amministratori di Trepuzzi, coinvogendo la nuova consulta ambientale, per poi chiedere un incontro pubblico congiunto con gli amministratori di sSquinzano al fine di spiegare bene ai cittadini cosa sta succedendo».

Brindisi e Torchiarolo hanno già espresso il loro «no» senza se e senza ma. Saranno in ogni caso chiamati a pronunciarsi ufficialmente dalla Presidenza del Consiglio dei ministri che ha avocato a sè l’ascolto del territorio nell’arco di sette giorni, prima dell’incontro di mercoledì. Del resto il primo cittadino di Brindisi, Mimmo Consales, lo ha detto fin da subito. «Il nostro è un no categorico. Se poi c’è un interesse, sia il Governo a farsi avanti». E così sarà. Da Torchiarolo fronte comune dell’intero consiglio comunale: «Abbiamo già dato - dice il sindaco Giovanni Del Coco - non soltanto non vogliamo ospitare il gasdotto ma non consentiamo neppure che la condotta sottomarina tocchi il nostro comune».

Dalla Regione il presidente del Gruppo del Nuovo Centrodestra, Domi Lanzilotta, si dice possibilista. «Da tempo il Nuovo Centrodestra invitava tutte le parti interessate (Regione Puglia ed enti locali in particolare) a passare dai No e dalle chiusure pregiudiziali ai Sì ragionati. L’incontro presso la Presidenza del Consiglio - dice - ha aperto, finalmente, nuovi significativi spiragli, con l’apertura della Regione a siti alternativi per l’approdo rispetto a quello individuato. Occorre proseguire su questa strada per permettere alla Puglia di uscire dal lento isolamento in cui rischia di autocondannarsi».

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