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Droga nella borsa Mamma fa arrestare la figlia di 15 anni

MARTANO (LECCE) - Una studentessa di 15 anni è stata arrestata perché custodiva 268 grammi di marijuana. La maggior parte della sostanza era nella borsa della ragazza; il resto è stato rinvenuto nella sua stanza insieme con il materiale per confezionare le dosi ed un trita erba. Tutto è cominciato dalla segnalazione della mamma della ragazza che frequenta un istituto superiore di Otranto
Droga nella borsa Mamma fa arrestare la figlia di 15 anni
MARTANO (LECCE) - Una studentessa di 15 anni è stata arrestata perché custodiva 268 grammi di marijuana. La maggior parte della sostanza era nella borsa della ragazza; il resto è stato rinvenuto nella sua stanza insieme con il materiale per confezionare le dosi ed un trita erba. Tutto è cominciato dalla segnalazione della mamma della ragazza che frequenta un istituto superiore di Otranto.

La donna si è insospettita quando ha notato all’interno della borsa della figlia una busta contenente stupefacente. Preoccupata, si è presentata alla stazione dei carabinieri per chiedere delucidazioni e consigli. I militari si sono accorti subito che si trattava di marijuana: 250 grammi di sostanza pronta per essere consumata. Così hanno deciso di fare una perquisizione. Si sono presentati nella camera della ragazzina e l’hanno controllata da cima a fondo. Alla fine sono saltati fuori altri 16 grammi dello stesso tipo di stupefacente.
Oltre alla marijuana sono stati trovati anche materiale per il confezionamento delle dosi e il tritaerba con residui ben visibili.

I carabinieri hanno informato il magistrato di turno della Procura presso il Tribunale dei minorenni, il sostituto procuratore Imerio Tramis, che ha disposto l’arresto della studentessa e il suo trasferimento nel centro di prima accoglienza di Bari. Nonostante la ragazza sia incensurata, il magistrato ha ritenuto opportuno applicare la custodia cautelare. E tanto per almeno tre motivi. Il primo: il quantitativo della sostanza è rilevante; il secondo: la modalità di presentazione (una dose già confezionata e i ritagli di cellophane lasciano supporre che la sostanza fosse destinata allo spaccio); il terzo: la reticenza della studentessa in relazione alla provenienza della droga.

Le indagini dovranno chiarire se la ragazzina sia coinvolta in prima persona nello spaccio oppure se, più semplicemente, sia stata incaricata di custodire la sostanza.

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