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Al Bano sindaco? «No, io abdico»

di BIAGIO VALERIO
PORTO CESAREO - Il maestro Albano ringrazia il dottore e rifiuta la proposta. Il “pacco”, del resto, pare essere tale anche nell’accezione gergale del termine: il “deus ex machina” ch e molti cesarini stanno invocando per la candidatura a primo cittadino rivela quanto timore ci sia di amministrare il Comune (da parte dei locali) con il rischio di rimanere invischiati nelle logiche clientelari o familiste
La proposta: «Al Bano sindaco di Porto Cesareo con la lista Nel Sole»
Al Bano sindaco? «No, io abdico»
di BIAGIO VALERIO

PORTO CESAREO - Il maestro Albano ringrazia il dottore e rifiuta la proposta. Il “pacco”, del resto, pare essere tale anche nell’accezione gergale del termine: il “deus ex machina” ch e molti cesarini stanno invocando per la candidatura a primo cittadino rivela quanto timore ci sia di amministrare il Comune (da parte dei locali) con il rischio di rimanere invischiati nelle logiche clientelari o familiste. Gli scheletri che stanno uscendo dagli armadi da mesi a questa parte, del resto, sembrano provenire da un genocidio. Ma torniamo all’artista di Cellino che rivela come la sua operazione di valorizzare le torri della costa neritina non ha nulla di propagandistico ma dimostra il suo enorme, viscerale legame al territorio salentino.

«Altre volte mi hanno fatto proposte per entrare in politica, per scendere in campo – dice Albano – anche a Cellino, il mio paese; ma interessante è stata la proposta di candidarmi a senatore della Repubblica». Un onore straordinario per un artista, ma lui ha preferito ringraziare. «Io abdico – esclama scherzando – e ringrazio gli amici cesarini, sempre molto affettuosi, ma la politica non fa per me. Io spero di continuare a far bene quello che faccio, il mio mestiere, ed è giusto che faccia politica chi riesce in quell’attività e si sente portato per farla». Albano non nega di avere un grande feeling con la gente e che questo “asse” che si struttura tra molti personaggi dello spettacolo e dell’arte con le persone è sicuramente utile per cogliere le istanze, le speranze, le aspettative della popolazione.

Poi torna a scherzare e fa riferimento alla “boutade” della candidatura proposta dalla rete di candidare a Presidente della Repubblica il conduttore Giancarlo Magalli: «Lui al Quirinale e io sindaco di Porto Cesareo, vi immaginate? Ne avrebbero parlato in tutto il mondo». Infine torna serio e augura ai cesarini di trovare davvero l’uomo giusto per governare: «Tutta l’Italia deve risalire la china – dice – perché siamo in grande Paese, esportiamo ovunque la nostra genialità, la nostra creatività, la nostra grandezza. E’ incredibile che la classe politica non sia all’altezza di ciò».

Intanto nella Porto Cesareo “reale”, non nel reality andato in onda fino ad ora, si ha l’impressione di navigare a vista a soli tre mesi dall’appuntamento elettorale. Questa la sintesi di Eugenio Sambati, uomo in vista del Pd: «Continua la disgregazione, sia pur legittima, del panorama politico cesarino; è incredibile come un paese cosi piccolo sia riuscito ad esprimere, nel breve volgere della sua vita amministrativa, 11 sindaci ed oltre 150 amministratori della cosa pubblica. Oserei dire quasi un caso nazionale». E nessuna capacità di creare leader duraturi.

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