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Sentenza dopo 24 anni otto fratelli risarciti dallo Stato con 160mila €

LECCE - Ventiquattro anni per avere una sentenza. Quando si dice giustizia lumaca. Un ritardo irragionevole. Tanto che lo Stato ha subito una condanna ed ha dovuto risarcire le parti. Un indennizzo pari a circa 160mila euro divisi fra otto fratelli di Galatina che si erano rivolti al giudice per una divisione ereditaria. È solo uno delle migliaia di ricorsi giunti davanti alla Corte di Appello di Potenza. Quando i processi (e succede soprattutto nel settore civile) vanno troppo per le lunghe, sono previsti risarcimenti
Sentenza dopo 24 anni otto fratelli risarciti dallo Stato con 160mila €
LECCE - Ventiquattro anni per avere una sentenza. Quando si dice giustizia lumaca. Un ritardo irragionevole. Tanto che lo Stato ha subito una condanna ed ha dovuto risarcire le parti. Un indennizzo pari a circa 160mila euro divisi fra otto fratelli di Galatina che si erano rivolti al giudice per una divisione ereditaria. È solo uno delle migliaia di ricorsi giunti davanti alla Corte di Appello di Potenza. Quando i processi (e succede soprattutto nel settore civile) vanno troppo per le lunghe, sono previsti risarcimenti.

Nel volgere di cinque anni, per i ritardi accumulati nei processi celebrati nel distretto della Corte di Appello di Lecce, sono stati disposti risarcimenti per 38 milioni di euro. Le condanne dello Stato hanno avuto un trend progressivo in forte aumento: due milioni 303mila euro nell’anno 2010; due milioni 181mila euro nel 2011; quattro milioni 70mila euro nell’anno successivo; 24milioni 406mila euro nel 2013 e cinque milioni 318mila nel 2014. C’è di più. Alla data del 31 dicembre 2014 risultano da pagare 2.476 decreti per un importo complessivo che supera i 37 milioni di euro.

E veniamo alla vicenda dei fratelli di Galatina, eredi di un vasto patrimonio immobiliare: case e terreni per un valore che, nel lontano 1988, viene stimato intorno al miliardo di lire. La litigiosità dei fratelli, però, non consente di trovare una soluzione, una ragionevole divisione dei beni che soddisfi tutti. E così la questione si trascina in Tribunale. Il 18 giugno del 1988 viene depositato l’atto di citazione con cui prende ufficialmente il via il processo di divisione ereditaria. Prima di arrivare alla pronuncia di una sentenza passeranno 24 anni e si alterneranno quattro diversi giudici. E solo il 1° dicembre 2012 arriva, finalmente, il provvedimento definitivo che mette d’accordo i fratelli per la divisione dell’eredità.

La durata del processo è indubbiamente irragionevole. Così i fratelli (nel frattempo uno è deceduto e l’azione risarcitoria è stata avviata dai figli) hanno presentato domanda di un’equa riparazione con l’avvocato Donato Mellone. Ai giudici della Corte d’Appello di Potenza non resta altro da fare che applicare quanto previsto dalla legge Pinto, che fissa i limiti entro i quali i procedimenti si possono ritenere di durata ragionevole e introduce il diritto ad ottenere un risarcimento, un’equa riparazione, a causa dell’eccessiva durata del processo.
Secondo i giudici della Corte d’Appello di Potenza, nel caso degli otto fratelli di Galatina appare evidente che il termine triennale di ragionevole durata del processo di primo grado risulta superato di 18 anni. E, per questo motivo, i giudici riconoscono un’equa riparazione: 750 euro per ogni anno per i primi tre anni e, poi, mille euro per ciascun anno di ritardo successivo al terzo. Totale: 17.250 euro a fratello. Somma che il Ministero dell’Economia ha già versato alle parti.

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