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Gli olivicoltori pronti a occupare la Regione

di DANIELA PASTORE
LECCE - La protesta degli olivicoltori monta di ora in ora. In poco tempo la pagina Facebook della «Voce dell’ulivo», creata dal comitato spontaneo di frantoiani, produttori e vivaisti, nato la scorsa settimana a Racale, ha fatto il boom di visualizzazioni e «mi piace». «Domenica prossima saremo almeno 300 nella cooperativa Acli per organizzare una serie di manifestazioni», assicurano i promotori
Gli olivicoltori pronti a occupare la Regione
di DANIELA PASTORE

LECCE - La protesta degli olivicoltori monta di ora in ora. In poco tempo la pagina Facebook della «Voce dell’ulivo», creata dal comitato spontaneo di frantoiani, produttori e vivaisti, nato la scorsa settimana a Racale, ha fatto il boom di visualizzazioni e «mi piace». «Domenica prossima saremo almeno 300 nella cooperativa Acli per organizzare una serie di manifestazioni», assicurano i promotori del comitato, che annunciano lo stato di agitazione degli operatori del settore e promettono di non abbassare la guardia fino a quando non vedranno risultati tangibili. Oltre ai dettagli della «marcia su Lecce», domenica si porranno le basi per una manifestazione a Bari. «Occuperemo la sede della Regione Puglia - incalzano - Devono capire che il tempo delle promesse è scaduto. La nostra pazienza è finita. Vogliamo risposte concrete e immediate, altrimenti andremo avanti con la protesta ad oltranza».

Alla marcia su Lecce gli olivicoltori chiamano all’appello tutti i colleghi della provincia. «Vengano numerosi, con i trattori e i mezzi meccanici. Dobbiamo scendere in strada per far sentire forte la nostra rabbia e la nostra esasperazione ». Chi è in marcia invece ormai da mesi è sicuramente «xylella fastidiosa», che ha piantato la bandierina ad una manciata di chilometri dalla provincia di Brindisi e non sembra intenzionata a fermarsi. L’accellerata del batterio ha sorpreso un po’ tutti, ricercatori compresi.
Lo scorso inverno (il primo dalla scoperta della presenza del patogeno nel Salento) aveva effettivamente rallentato la sua corsa. Ed anche quest’anno ci si aspettava un periodo di quasi-stasi, giustificato sia dalla scarsa proliferazione del batterio (che ha l’optimum a 28° gradi, mentre sotto i 12° gradi dovrebbe andare praticamente «in letargo»), sia dal fisiologico minor fabbisogno di acqua che la chioma delle piante ha nel periodo invernale (una minor circolazione nei vasi linfatici equivale ad un minore shock dovuto all'ostruzione batterica degli stessi vasi). Ma il fermo-immagine, come è ormai sotto gli occhi di tutti, non c’è stato, segno che il comportamento di «xyella fastidiosa» è ancora tutta da scoprire.

Del resto, la stessa Efsa, l’Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha raccomandato all’Italia la prosecuzione e l’intensificazione delle ricerche epidemiologiche, biologiche e di controllo su un patogeno che cela ancora tanti misteri. E che purtroppo, sembra trovarsi perfettamente a proprio agio nella umida, ventosa e tiepida Terra d’Otranto. Nel Capo di Leuca è un boom di nuovi contagi. Ne sa qualcosa Giulia Monti, una brillante ragazza di 32 anni che ha lasciato il Trentino, dove lavorava nel settore turistico, per tornare nella sua Presicce a dare una mano all’azienda di famiglia, «Terra Pajara», una tenuta di circa mille alberi, la maggior parte dei quali secolari, che producono un extra vergine dorato e sapido. «Non posso pensare che la mia decisione di tornare al Sud debba essere vanificata da xylella», scuote la testa. «Sarebbe una beffa».

Giulia ama la terra, ama sporcarsi le mani per controllare la salute dei suoi ulivi, si entusiasma nella stagione della raccolta e della molitura. «Ora però la paura è tanta. Le nostre piante non sono state toccate ma...siamo circondati. Temiamo che sia solo una questione di tempo». Trattiene il fiato. Poi sbotta: «Ho deciso di far parte del comitato “Voce dell’ulivo” perché noi olivicoltori non sappiamo più cosa fare. Parliamo tra di noi ma siamo disorientati. I tecnici non ci sanno dire cosa dobbiamo fare. Una situazione davvero assurda».
Per questo, assicura, scenderà in piazza a protestare. «Iniziamo da Lecce e Bari e se non ci ascoltano andremo anche a Roma perchè il silenzio che ha anticipato e seguito la diffusione della Xylella ci lascia con mille domande e un grande punto interrogativo: quale sarà il futuro del nostro mondo agricolo?».

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