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Xylella, non si rimpiazzano gli ulivi malati Stabilito cordone sanitario

di MASSIMO BARBANO
LECCE - In questi mesi il batterio è sicuramente andato più veloce di quanto non abbia fatto la macchina dell’emergenza. E, se non bastassero i problemi per i produttori, proprio in questi giorni l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha confermato il divieto di piantumazione già espresso dall’Unione Europea. In parole povere, gli alberi morti non potranno essere rimpiazzati. Una decisione che mette a rischio l’intera economia della zona, ma anche lo stesso ecosistema, perchè è evidente che vaste aree andranno verso la desertificazione
Xylella, non si rimpiazzano gli ulivi malati Stabilito cordone sanitario
di MASSIMO BARBANO

LECCE - A tre mesi dalla firma del decreto ministeriale (datato 26 settembre) oggi forse potrebbe essere il giorno giusto per la nomina del commissario straordinario per l’emergenza. La Regione è stata infatti convocata a Roma nella sede del ministero dell’Agricoltura per l’attuazione del piano che prevede la delimitazione della zona infetta con un cordone sanitario e relativo cuscinetto. Ma nel frattempo il batterio è sicuramente andato più veloce di quanto non abbia fatto la macchina dell’emergenza. E, se non bastassero i problemi per i produttori, proprio in questi giorni l’Efsa (Autorità europea per la sicurezza alimentare) ha confermato il divieto di piantumazione già espresso dall’Unione Europea. In parole povere, gli alberi morti non potranno essere rimpiazzati.

Una decisione che mette a rischio l’intera economia della zona, ma anche lo stesso ecosistema, perchè è evidente che vaste aree andranno verso la desertificazione. Al momento, il territorio già contagiato è di 40mila ettari, ma altri 280mila corrono il serio rischio di essere infettati nei prossimi mesi. Insomma, si rischia di arrivare in grave ritardo, mentre la Xylella fastidiosa, veicolata sul territorio da milioni di insetti, giorno per giorno guadagna terreno.

«È chiaro che nessuno si è reso conto che l’olivicoltura salentina è già morta - incalza il capogruppo regionale di Forza Italia Rocco Palese - è ridicolo che oggi si stia ancora discutendo se e quando dichiarare lo stato di emergenza e nominare un commissario a tre anni dai primi allarmi inascoltati lanciati dagli agricoltori. Le responsabilità della Regione e del Governo nazionale sono gravissime. Se non si fosse perduto tanto tempo e se si fosse investito in questa anni nella Ricerca, forse avremmo salvato gran parte delle piante e delle aziende ».

Nè si può sperare più di tanto, come qualcuno aveva pensato, sulle temperature piuttosto rigide di questo inverno che ha visto anche qualche insolita nevicata nel Salento. Secondo studi americani infatti, gli effetti positivi del freddo sul ceppo Xylella della vite, hanno qualche trascurabile risultato laddove si verificano almeno cinque giorni con temperature minine inferiori a 9,4 gradi. È quindi verosimile pensare che qualche puntatina sottozero, che ha interessato in questi giorni le notti salentine, possa fare appena il solletico al terribile batterio.

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