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«Duplice delitto» nuova accusa per appartenente Scu

LECCE – I carabinieri del Ros di Lecce hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di Biagio Toma, 47 anni, di Parabita (Lecce), appartenente al clan Giannelli della Scu operante nei comuni della fascia jonica del basso Salento. Il provvedimento è stato notificato nel carcere di Trani dove Toma è detenuto per altra causa
«Duplice delitto» nuova accusa per appartenente Scu
LECCE – I carabinieri del Ros di Lecce hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare in carcere, firmata dal gip del tribunale di Lecce Simona Panzera su richiesta del sostituto procuratore antimafia Giuseppe Capoccia, nei confronti di Biagio Toma, 47 anni, di Parabita (Lecce), appartenente al clan Giannelli della Scu operante nei comuni della fascia jonica del basso Salento, ritenuto responsabile di 'concorso in duplice omicidio pluriaggravatò. Il provvedimento è stato notificato nel carcere di Trani dove Toma, accusato di essere uno degli esecutori materiali del duplice delitto, è detenuto per altra causa.

Le indagini del Ros si riferiscono ad uno dei delitti più cruenti della Scu, compiuto il 20 marzo 1991 a Parabita quando vennero uccise Paola Rizzello, di 28 anni, e la sua bambina Angelica Pirtoli di appena due anni. I resti di madre e figlia vennero trovati solo nel maggio del 1999. Per il duplice omicidio la Corte di Assise di Lecce, nel marzo del 2001, ha condannato alla pena dell’ergastolo il capo clan Luigi Giannelli, sua moglie Anna De Matteis ed il loro uomo di fiducia, nonchè referente del clan sul territorio, Donato Mercuri, riconoscendo loro rispettivamente i ruoli di mandante, istigatrice ed organizzatore del duplice omicidio. Per il duplice omicidio risulta indagato anche il collaboratore di giustizia Luigi De Matteis, che si è accusato del delitto coinvolgendo anche Toma.

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