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Favori a parenti, pg Lecce chiede conferma condanna per Amati e Di Bari

LECCE - L'ex assessore regionale e l'ex sidnaco di Fasano sono sono accusati di abuso d’ufficio e Amati anche di falso per l’affidamento dell’incarico di redigere il piano di recupero del centro storico e delle località di Savelletri e Torre Canne.
ARCHIVIO - Condannati ex assessore regionale e il sindaco di Fasano
Favori a parenti, pg Lecce chiede conferma condanna per Amati e Di Bari
LECCE – Il sostituto procuratore generale di Lecce Ferruccio De Salvatore ha chiesto la conferma in appello delle condanne, con sospensione condizionale della pena, inflitte in primo grado a Fabiano Amati (un anno e otto mesi) e Lello Di Bari (otto mesi), quest’ultimo sindaco di Fi di Fasano (Brindisi) e il primo consigliere regionale Pd, ex assessore regionale e, all’epoca dei fatti, anche consigliere comunale di Fasano. Entrambi sono accusati di abuso d’ufficio e Amati anche di falso per l’affidamento dell’incarico di redigere il piano di recupero del centro storico e delle località di Savelletri e Torre Canne.

Amati e Di Bari sono entrambi sospesi dalle cariche in base alla legge Severino dopo la condanna del gup di Brindisi del 13 febbraio 2014. In primo grado venne assolto un progettista imputato di concorso in abuso d’ufficio. Le irregolarità, secondo l’accusa, sarebbero consistite in favori fatti a parenti da Amati, che all’epoca dei fatti, nel 2009, era consigliere comunale di opposizione.

Fu un esposto a dare impulso all’inchiesta condotta dal pm di Brindisi Valeria Farina Valaori. L’udienza, dopo l’arringa dell’avvocato Massimo Manfreda che difende Amati, è stata aggiornata al 21 gennaio prossimo, giorno in cui è prevista la sentenza.

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