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Bcc Terre d'Otranto e sospetti di riciclaggio le aziende nel mirino

BARI - Gli ispettori di Bankitalia: consentite movimentazioni di ingente ammontare. Nella segnalazione compaiono aziende facenti capo a nominativi ricorrenti della famiglia Acquaviva di Lecce. Il Salento è fra le aree a maggiore vulnerabilità. Il commissariamento della banca potrebbe essere un segnale
Bcc Terre d'Otranto e sospetti di riciclaggio le aziende nel mirino
TONIO TONDO
GIANFRANCO LATTANTE

LECCE - «Il sopralluogo ispettivo ha sin qui evidenziato una marcata permeabilità dell’azienda al rischio di coinvolgimento in attività di riciclaggio, con numerosi rapporti di recente accensione - la maggior parte dei quali aperti sulla base di segnalazioni dirette di esponenti aziendali - caratterizzati da operatività anomala e non oggetto di Segnalazioni di operazioni sospette (“Sos”)».

E’ il passaggio cruciale del provvedimento del governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, con il quale è stata disposta la gestione provvisoria della Banca di credito cooperativo di Terra d’Otranto. Siamo all’inizio di novembre del 2014 e da alcuni mesi, precisamente da giugno, un nucleo ispettivo di Bankitalia, coordinato da uno dei funzionari migliori, Maria Grazia Garofalo, ha condotto, con l’aiuto dei dipendenti, una verifica approfondita della gestione, delle operazioni di credito, in particolare quelle più significative, in tutti e sei gli sportelli e del sistema dei controlli interni. Il lavoro del gruppo è stato poi allegato al verbale di conclusione dell’ispezione, alla base della decisione di Visco di trasformare la gestione provvisoria in commissariamento, applicando la procedura straordinaria di scioglimento degli organi societari, decisa dal ministro dell’economia Padoan.

Nel corso dell’ispezione sono state segnalate all’Unità di informazione finanziaria (Uif) della Banca d’Italia 33 Sos. Molte di queste operazioni (una volta trasmesso il report in Procura) sono diventate oggetto di indagine. E gli inquirenti hanno chiesto informazioni integrative su 24 conti con relativi movimenti. Gli ispettori di Visco hanno segnalato all’Unità antiriciclaggio (il sistema è nato nel 2008, ha una sua autonomia e fa parte di una rete internazionale, ndr) alcune di queste società. «In particolare, tra le tante: sono state consentite numerose movimentazioni di ingente ammontare, complessivamente pari a oltre 10 milioni nei primi nove mesi del 2014, e con caratteristiche di anomalia intercorse tra alcune società, facenti capo a nominativi ricorrenti della famiglia Acquaviva o agli stessi riconducibili che, dai riferimenti acquisiti, sarebbero oggetto di indagini (tra l’altro, le operazioni relative ai conti aperti da Ecosal - Ecologia salentina – srl; G.B.S. – Global communication service srl; R.A. Costruzioni srl; A.V. Motors srl; New Fly Srl); sono state inoltre rilevate movimentazioni, non giustificate dalle attività economiche sottostanti, tra i conti facenti capo a un ex consigliere della banca e ai suoi familiari». Alcune di queste società, con maggiore insistenza la R.A. Costruzioni, con sede a Brindisi, è segnalata anche nel rapporto del Co.Se.Ba., il consorzio dei servizi bancari delle Bcc, consegnato a inizio luglio agli organi della banca.

Nel verbale di Bankitalia si insiste più volte sulle «gravi carenze nei presidi a fronte del rischio di riciclaggio». Le leggi sull’antiriciclaggio, le disposizioni amministrative, i regolamenti attuativi e le circolari contengono indicazioni precise e rafforzate negli anni dall’azione dell’Ue, del governo e della Vigilanza. In particolare, il decreto legislativo 231 del novembre 2007 pone al centro l’obiettivo di prevenire il rischio di riciclaggio, con obblighi di adeguata verifica della clientela. Per la valutazione del rischio di riciclaggio e connessi reati sono in vigore 40 disposizioni più nove speciali per la lotta contro il terrorismo.

Gli ispettori Bankitalia hanno rilevato «sistematiche disfunzioni nella raccolta, ai fini dell’adeguata verifica, di informazioni su scopo e natura dei rapporti e nella profilatura della clientela». La «profilatura» avviene con la classificazione del cliente e deve essere sostenuta con informazioni complete e accurate in base alla disciplina Mifid del 2004. Il cliente, in base alle nuove norme, va «scansionato» a secondo della sua natura giuridica, l’attività svolta, il comportamento concreto all’atto dell’apertura del conto e nel corso delle singole operazioni. Tipologie, modalità di svolgimento, ammontare frequenza e ragionevolezza delle operazioni in rapporto all’attività, tutto questo va sottoposto a monitoraggio. E’ sufficiente il sospetto di sconfinamento nel riciclaggio per assolvere all’obbligo di informare tempestivamente e preventivamente l’Unità di informazione finanziaria.

La Divisione V del ministero dell’Economia, infine, ha aggiunto un ulteriore dovere per la prevenzione del riciclaggio e dell’usura, con l’obbligo di contrastare i «comportamenti anomali». Con le ultime note interpretative sono state introdotte misure più incisive, per assicurare la trasparenza delle società e per l’individuazione delle persone fisiche controllanti. Sono «obblighi preventivi» che un tempo erano discrezionali. L’obiettivo è abbassare il rischio del riciclaggio e rafforzare l’intensità delle iniziative.

Il Salento è tra le aree a maggiore vulnerabilità, medio-alta. Forse anche per questo governo e Bankitalia, con il commissariamento della Bcc, hanno voluto dare un segnale inappellabile a un territorio dove l’economia trasparente e la concorrenza di mercato sono ancora realtà deboli.

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