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Lecce: abuso d'ufficio e peculato, a giudizio ex sindaco Poli Bortone

LECCE – Il gup del tribunale di Lecce Carlo Cazzella ha rinviato a giudizio l’ex sindaco di Lecce ed ex senatrice Adriana Poli Bortone, accusata di concorso in abuso d’ufficio e peculato, nell’ambito dell’inchiesta-bis sull' acquisto dei palazzi di via Brenta a Lecce che ospitano gli uffici e le aule del tribunale civile. Insieme alla ex parlamentare salentina sono state rinviate a giudizio altre otto persone. Poli Bortone: "Durante il processo ci sarà la possibilità di andare a fondo e far emergere la verità"
Lecce: abuso d'ufficio e peculato, a giudizio ex sindaco Poli Bortone
LECCE – Il gup del tribunale di Lecce Carlo Cazzella ha rinviato a giudizio l’ex sindaco di Lecce ed ex senatrice Adriana Poli Bortone, accusata di concorso in abuso d’ufficio e peculato, nell’ambito dell’inchiesta-bis sull' acquisto dei palazzi di via Brenta a Lecce che ospitano gli uffici e le aule del tribunale civile. Insieme alla ex parlamentare salentina sono state rinviate a giudizio altre otto persone, tra cui Massimo Buonerba, ex consulente legale di Poli Bortone, l’ex assessore al Bilancio del Comune di Lecce Ennio De Leo e Pietro Guagnano, legale rappresentante della Socoge, la società costruttrice dei due palazzi, il cui acquisto avvenne mediante una onerosa operazione di leasing del Comune, con rate di due milioni circa di euro all’anno per 20 anni e con una maxi-rata finale per il riscatto di 14 milioni di euro.

La prima udienza del processo è stata fissata per il prossimo 4 maggio davanti ai giudici della seconda sezione penale del Tribunale di Lecce. Per la Procura leccese l’acquisto dei palazzi avrebbe rappresentato un’operazione 'capestrò che avrebbe determinato gravi ripercussioni economiche sulle finanze del Comune e messa in atto per favorire la Socoge. In un primo momento la vicenda era approdata già nelle aule del Tribunale ma il giudice monocratico Stefano Isernia aveva disposto la trasmissione degli atti alla Procura (titolare è il procuratore aggiunto Antonio De Donno) per ulteriori accertamenti, ritenendo che il reato da contestare non fosse quello di truffa, ma concorso in abuso d’ufficio e peculato, questi ultimi di competenza del Tribunale in seduta collegiale. Il supplemento d’indagine portò poi al coinvolgimento penale dell’ex sindaco Adriana Poli Bortone.

"Se dicessi che cado dalle nuvole direi una bugia. Siamo in una fase preliminare, nella quale non vengono vagliate prove e documentazioni, e durante il processo ci sarà la possibilità di andare a fondo e far emergere la verità". L’ex sindaco di Lecce ed ex senatrice Adriana Poli Bortone commenta così la notizia del rinvio a giudizio nei suoi confronti nell’inchiesta sui palazzi di via Brenta, sedi del tribunale civile, acquistati dal Comune di Lecce.

"L'accusa di peculato che mi è stata rivolta nascerebbe - prosegue Poli Bortone – dal fatto che il denaro pubblico, nella disponibilità del Comune di Lecce, sarebbe stato speso male e non dal fatto che io mi sarei appropriata di quel denaro. Ho impiegato nove anni della mia vita da sindaco per dare una svolta alla città di Lecce, attraverso un impegno continuo che mi consente di andare in giro a testa alta".

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