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In coma a 15 mesi  dopo mal di gola indaga la Procura

LECCE - Viene ricoverato per placche alla gola e finisce in fin di vita per un’infezione polmonare. Ore di ansia e di dolore per una coppia di coniugi leccesi, genitori di un bimbo di 15 mesi ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce. Le sue condizioni gravissime e con il passare del tempo le speranze di salvezza si assottigliano sempre di più. indaga la procura.
In coma a 15 mesi  dopo mal di gola indaga la Procura
LECCE - Viene ricoverato per placche alla gola e finisce in fin di vita per un’infezione polmonare. Ore di ansia e di dolore per una coppia di coniugi leccesi, genitori di un bimbo di 15 mesi ricoverato nel reparto di rianimazione dell’ospedale «Vito Fazzi» di Lecce. Le sue condizioni gravissime e con il passare del tempo le speranze di salvezza si assottigliano sempre di più. Toccherà alla magistratura, adesso, capire come e perchè il piccolo sia ridotto in questo stato.

Giovedì gli avvocati Giampiero Tramacere e Sergio Signore hanno depositato un esposto al posto fisso del nosocomio leccese, che a breve arriverà sulla scrivania del pubblico ministero di turno Roberta Licci.

L’odissea del bambino è iniziata il giorno di Capodanno, quando i genitori si sono rivolti al pronto soccorso. I medici avrebbero accertato che il piccolo paziente presentava placche alla gola: per questo gli avrebbero prescritto una terapia farmacologica e inalazioni, per poi mandarlo a casa.

Ma nonostante le cure la situazione non sarebbe migliorata. Il bambino aveva la febbre molto alta ed a quel punto i genitori lo hanno riportato in ospedale. Stavolta i medici gli avrebbero diagnosticato una forma di gastroenterite, predisponendo il ricovero nel reparto di pediatria.

Per due giorni il piccolo sarebbe stato curato con tachipirina e flebo a base di glucosio.

La situazione sarebbe poi precipitata alle quattro del mattino del 4 gennaio: la mamma, che aveva trascorso la nottata con il figlioletto, si sarebbe accorta che improvvisamente che il piccolo era diventato rigido. I medici lo hanno portato immediatamente nel reparto di rianimazione, sottoponendolo tempestivamente ad una Tac. L’esame diagnostico avrebbe rilevato che era in atto una grave infezione a livello polmonare, estesa poi al cuore, accertando anche lesioni a livello cerebrale causate da un’ischiemia.

Vista la gravità del quadro clinico, i sanitari si sarebbero adoperati per avere dal policlinico Gemelli di Roma un farmaco per poter ridurre la frequenza del battito cardiaco: ma purtroppo le lesioni cerebrali sembravano essere troppo gravi.

Questa è la ricostruzione di quanto accaduto contenuta nell’esposto. La procura ha aperto un'unchiesta.

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