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Pianista leccese invitata all'Accademia di Santa Cecilia

di OSVALDO SCORRANO
Piccole star crescono. È il caso della pianista leccese Beatrice Rana, che a soli ventuno anni occupa già un posto di rilievo nel firmamento del pianismo internazionale. Talento italiano di ultima generazione Beatrice Rana in poco tempo ha conquistato pubblico, critica e la giuria di famosi concorsi come il prestigioso «Van Cliburn»
Pianista leccese invitata all'Accademia di Santa Cecilia
di OSVALDO SCORRANO

Piccole star crescono. È il caso della pianista leccese Beatrice Rana, che a soli ventuno anni occupa già un posto di rilievo nel firmamento del pianismo internazionale. Talento italiano di ultima generazione Beatrice Rana in poco tempo ha conquistato pubblico, critica e la giuria di famosi concorsi come il prestigioso «Van Cliburn», manifestando le sue innate doti di fine musicista e la sua abilità tecnica, che hanno suscitato la stima della grande Martha Argerich, che ha subito gridato al fenomeno musicale.
Abituata a bruciare le tappe grazie alla sua spiccata musicalità e a una ferrea dedizione allo studio, Beatrice Rana, nata a Lecce nel 1993 cresciuta in una famiglia di musicisti (padre e madre pianisti, sorella violoncellista), si è diplomata in pianoforte a 16 anni al Conservatorio di Monopoli sotto la guida di Benedetto Lupo, ma già dall’età di quattro anni aveva tenuto dei concerti accompagnata da un’orchestra.

Da allora si sono schiusi per lei teatri e sale da concerto prestigiosi e ha suonato con blasonati direttori d’orchestra, seguendo le coordinate di una fulgida carriera che ora l’ha portata all’Auditorium di Roma per la stagione sinfonica dell’Accademia di Santa Cecilia, dove il 4, 5 e 6 gennaio farà il suo debutto con il Concerto n. 1 per pianoforte di Tchaikowsky diretta dal giovane colombiano Andrés Orozco- Estrada, che dirigerà poi altri famosi brani del epertorio sinfonico: Romeo e Giulietta del compositore russo , il Carnevale romano di Berlioz e la suite dal Cavaliere della rosa di Richard Strauss. «Per me è come coronare un sogno poter suonare sul palcoscenico di Santa Cecilia – dice Beatrice Rana – sul quale si sono esibiti fior di pianisti come Maurizio Pollini, Martha Argerich, Radu Lupu, Grigory Sokol ov , Krystian Zimermann, che sono sempre stati i miei punti di riferimento».

Ricorda: «Ero ancora piccola quando a Roma mi accompagnava mia madre e mi portava a sentire i concerti a Santa Cecilia e io tra mi dicevo: “Chissà se un giorno riuscirò ad esibirmi in quell’ambito luogo?”. Ecco quel giorno è arrivato e non mi pare vero: certamente quando sarò proverò una grande emozione, che ma di fronte al pubblico si trasformerà in una grande gioia per essere riuscita a calcare quel “sacro” palcoscenico». Del concerto di Tchaikowsky dice che lo sente affine alla sua sensibilità, anzi «mi sento portata per il repertorio della musica russa, come le opere per pianoforte di Prokofiev».

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