Cerca

Minacce a sottosegretario Assegnata la scorta a Teresa Bellanova

di FABIO CASILLI
LECCE - Ha messo la sua firma sui tanto contestati provvedimenti che il Governo ha predisposto in materia di Politiche del Lavoro. E ha affrontato e sta affrontando, in prima persona, le vertenze sindacali più spinose del nostro Paese. Quanto basta, insomma, per farla finire dritta nel clima di forte tensione sociale. Ed è per questo che, nelle scorse settimane, a Teresa Bellanova è stata assegnata una scorta
Minacce a sottosegretario Assegnata la scorta a Teresa Bellanova
di FABIO CASILLI

LECCE - Ha messo la sua firma sui tanto contestati provvedimenti che il Governo ha predisposto in materia di Politiche del Lavoro. E ha affrontato e sta affrontando, in prima persona, le vertenze sindacali più spinose del nostro Paese. Quanto basta, insomma, per farla finire dritta nel clima di forte tensione sociale sempre più crescente. Dovuto anche al periodo di particolare crisi, certo. Ed è per questo che, nelle scorse settimane, a Teresa Bellanova è stata assegnata una scorta. Particolari misure di sicurezza nei confronti della parlamentare salentina, sottosegretario al Lavoro del Governo Renzi.

L’altro ieri, Bellanova ha incontrato i giornalisti, insieme all’altro deputato Pd Salvatore Capone. E, nel loro quartier generale di via Braccio Martello, a Lecce, tirando le somme dell’attività svolta nel 2014, ha detto a chiare lettere: «La materia del Lavoro è scottante, ma nessuna minaccia mi fermerà».
«Quando mi candidai, due anni fa, alle primarie del Pd, dissi che non sarei tornata a Roma per fare tappezzeria politica - ha premesso la sottosegretaria - e vi posso assicurare che né io né Salvatore Capone, la facciamo. Ho avuto l’onore di rappresentare l’Italia alle Nazioni Unite, così come a Bruxelles e al vertice internazionale del 4 e 5 dicembre a Roma».

Quindi la rappresentante del Governo Renzi ha illustrato i provvedimenti predisposti, dal Jobs Act alla legge di Stabilità con la riduzione delle tipologie contrattuali (da 46-47 a 6-7) e la riforma degli ammortizzatori sociali. Così come ha snocciolato le vertenze «scottanti»: solo per restare al nostro territorio, dall’Ilva all’ex Bat ai lavoratori socialmente utili. Per questi ultimi, che erano pronti a tornare a manifestare davanti alla Prefettura di Lecce, ha sollecitato Regione Puglia e Provincia ad «evitare la propaganda e ad attivare la rete istituzionale necessaria». Quindi, il riferimento al clima di tensione crescente. Per il quale ha chiesto alla stampa “maggiore attenzione”.

«Tutti ovviamente devono poter dire la loro opinione - ha detto la sottosegretaria al Lavoro - Vorrei che, in questa fase, vi fosse maggiore attenzione al linguaggio che si usa. La materia del lavoro è scottante. Io non chiedo comprensione, ma rigore e informazione precisa. Perché io mi assumo fino in fondo la responsabilità in funzione dell’enormità delle deleghe, che ho ricevuto. Nessuna minaccia mi fermerà. Noi non consumiamo alcun tradimento, perché peraltro questo è un linguaggio che non ci appartiene». E non è neppure mancata una «frecciatina» al Pd locale, guidato dal segretario Salvatore Piconese, che non valorizzerebbe «chi svolte attività di governo, anche con ruoli non di certo secondari».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400