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Lecce, il Capodanno porta il pienone 60mila euro per illuminare la città e mille alla Caritas

di EMANUELA TOMMASI
Lecce sold out a Capodanno. Negli hotel della città si tirano le somme dell’andamento delle festività natalizie. Un trend in chiaroscuro, perchè a fronte del «tutto esaurito» per i giorni alla fine dell’anno, gli operatori si leccano le ferite per il Natale rimasto a secco, scoraggiati dall’Epifania che ancora non promette presenze. Anche se, complessivamente, nel mese di dicembre c’è stato un bel movimento di arrivi
Lecce, il Capodanno porta il pienone 60mila euro per illuminare la città e mille alla Caritas
di EMANUELA TOMMASI

Lecce sold out a Capodanno. Negli hotel della città si tirano le somme dell’andamento delle festività natalizie. Un trend in chiaroscuro, perchè a fronte del «tutto esaurito» per i giorni alla fine dell’anno, gli operatori si leccano le ferite per il Natale rimasto a secco, scoraggiati dall’Epifania che ancora non promette presenze. Anche se, complessivamente, nel mese di dicembre c’è stato un bel movimento di arrivi. Così come gli operatori confermano di non potersi lamentare per le presenze nell’anno che sta per concludersi. Questo, osservano, è la conseguenza dell’aumento del turismo straniero.
«Da quando abbiamo aperto, è stato l’anno migliore» dice Giancarlo De Venuto, direttore dell’Hilton Garden Inn, il quale si appresta a chiudere con le prenotazioni per il fine anno. «Abbiamo praticamente venduto tutto - fa sapere - sia come pernottamenti sia come cenone ». Lo stesso dice Arnaldo Tassi, direttore del Suite hotel santa Chiara. «Siamo al completo già da diversi giorni - conferma - Da tempo ci vediamo costretti a rifiutare prenotazioni. Al contrario, il Natale non è stato dei migliori, ma per il 25 dicembre Lecce non ha mai rappresentato un’attrattiva, dal punto di vista turistico».
«Purtroppo - interviene De Venuto - non ci sono mostre nè concerti particolarmente interessanti. La città non offre molto nei periodi di bassa stagione. E’ una meta dei ponti “mordi e fuggi”».

Intanto, si diceva, si lavora per la fine dell’anno, al gran completo - giusto per fare qualche esempio - anche all’Art hotel così come al President. Davanti all’impossibilità di pernottare in città, la preferenza è stata indirizzata verso le bellezze della costa, Otranto in testa. «C’è il fascino, a Levante, di veder sorgere sul mare il primo sole dell’anno» considera Tassi. Ma, anche qui, c’è un neo. «Sia ad Otranto sia a Gallipoli molte strutture sono chiuse - fa sapere Raffaele De Santis, presidente provinciale di Federalberghi - Per questo, quelle che restano aperte riescono a lavorare bene. Tutto sommato, per queste festività sia in città sia in provincia vedo confermati i dati dell’anno scorso».

Anche se al gran completo, le prenotazioni per la fine dell’anno riguardano periodi brevi, tre, quattro giorni. Un periodo che, a onor del vero, coincide con l’andamento nazionale dei vacanzieri. Se è vero che sono in aumento gli italiani che brinderanno al nuovo anno in vacanza, è altrettanto vero che si tratta di ferie all’insegna del risparmio.

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