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Pizzo da 50mila euro sul film di Genovese In cella 2 pregiudicati

LECCE – Volevano imporre il "pizzo" ai produttori del film di Paolo Genovese, con protagonista Raul Bova, che la produzione cinematografica stava girando nel Salento: in manette due pregiudicati, uno dei quali srebbe legato alla organizzazione di tipo mafioso Sacra Corona Unita. (nella foto Raul Bova, sul set a Nardò)
Pizzo da 50mila euro sul film di Genovese In cella 2 pregiudicati
LECCE – Hanno cercato di impaurire una troupe cinematografica per ottenere il pizzo ma i modi maldestri usati, e l’immediata denuncia alla polizia fatta dalla casa produttrice, ha vanificato la richiesta criminosa. E così, dopo tre mesi di indagini, gli agenti sono riusciti a identificare e ad arrestare i due presunti responsabili del tentativo di estorsione fatto sul set di "Sei mai stata sulla luna?", del regista Paolo Genovese, che ha per protagonista Raul Bova.

Con l’accusa di tentativo di estorsione e furto sono finiti in carcere Pierluigi Calignano, leccese di 21 anni e Luca My, 30 anni, di Nardò, entrambi pregiudicati. Il secondo è ritenuto vicino alla Sacra corona unita e vanta, nella fedina penale, una condanna passata in giudicato per associazione per delinquere di stampo mafioso.   
 Anche per questo episodio il magistrato inquirente, Guglielmo Cataldi, aveva chiesto l’aggravante delle modalità mafiose che il gip del Tribunale di Lecce, Giovanni Gallo, però non ha accolto, ritenendo che il gesto non fosse mirato a sostenere l'organizzazione mafiosa ma solo a soddisfare esigenze personali.

La 'Pepito produzioni srl' di Roma era arrivata a Nardò lo scorso settembre per iniziare le riprese, ma poco dopo il ciak c'era stata subito una visita 'indesiderata' rispetto alla quale fu deciso, prontamente, di reagire, con una denuncia alla polizia. My, dopo essersi fatto indicare chi ricopriva il ruolo di 'location manager', chiese di poter parlare "con quello che comanda" per dargli una comunicazione. Ma non fu accontentato e così, insieme con Calignano, decise di mettere in atto un’azione intimidatoria. La stessa sera i due danneggiarono, con una spranga, uno degli automezzi della produzione, poi si impossessarono di alcune attrezzature e, infine, lasciarono una firma inequivocabile: con una vernice spray scrissero, in dialetto, 'Pacate 50.000 se no ciao'.
      
 Determinanti per l’esito delle indagini, è stato sottolineato dagli inquirenti, sono state la denuncia immediata fatta dalla produzione e, soprattutto, le riprese di una telecamera di videosorveglianza di un negozio della zona. Le immagini riprendono i due pregiudicati che transitano in sella a uno scooter e che poi si accaniscono sul mezzo della troupe.

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