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La Fòcara di Novoli nel segno di Kounellis

LECCE – La "Festa della Vite e del paesaggio del Parco del Negroamaro" darà il via, sabato prossimo, 13 dicembre, a Novoli, nel cuore del Salento, alla costruzione della grande "fòcara", il falò più grande del Mediterraneo (20 metri di diametro per 25 metri di altezza) che ogni anno viene acceso, il 16 gennaio, in onore del Santo Patrono Antonio Abate. I tratti distintivi dell’enorme pira di quest'anno saranno progettati dall’artista Jannis Kounellis
La Fòcara di Novoli nel segno di Kounellis
LECCE – La "Festa della Vite e del paesaggio del Parco del Negroamaro" darà il via, sabato prossimo, 13 dicembre, a Novoli, nel cuore del Salento, alla costruzione della grande "fòcara", il falò più grande del Mediterraneo (20 metri di diametro per 25 metri di altezza) che ogni anno viene acceso, il 16 gennaio, in onore del Santo Patrono Antonio Abate. La "festa del fuoco" si svolge nei giorni 16-17-18 gennaio e richiama, per la sua singolarità, migliaia di visitatori.

La manifestazione è stata inserita tra i beni della cultura immateriale della Regione Puglia. La parola fòcara è un termine dialettale salentino, e di altri dialetti meridionali, e sta a indicare appunto un falò di legna da bruciare. I tratti distintivi dell’enorme pira saranno progettati dall’artista Jannis Kounellis (nato a Pireo nel 1936) che penserà il suo intervento in relazione alla forma del 'pignone conico': si tratta di un cumulo composta da ottantamila fascine di tralci di vite a più strati concentrici (anticamente venivano accatastate e bruciate come fuoco propiziatorio e probabilmente per ricavarne carbone). Jannis Kounellis, sotto la direzione artistica di Giacomo Zaza, realizzerà anche una serigrafia e un’opera in tiratura limitata, pensati in riferimento esclusivo all’evento.

La Festa della Vite e del paesaggio del Parco del Negroamaro sarà caratterizzata da una sfilata di carretti tradizionali che trasporteranno le prime "fascine" di tralci di vite con cui si darà il via alla costruzione della "Focara". Non si sa con esattezza a quando risale la venerazione dei Novolesi per il "santo del fuoco", ma è da ritenere molto antica, probabilmente risale all’epoca bizantina.
La Fòcara di Novoli, sempre secondo Kounellis, ostenta un forte valore spirituale unito ad una connaturata componente artistico-culturale: "Il fuoco è diventato un elemento fortemente artistico a Novoli dato che non viene più fatto per creare il carbone. Il fuoco è verticale e va dritto al cielo, quasi un elemento spirituale. Tuttavia è opera dell’uomo, fa sentire l’uomo forte e sano. E questo fuoco ha ancora più significato perchè è rivolto a Sant'Antonio. Fare il fuoco nel nome di un Santo rende tutto più straordinario e potente".

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