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«Ribaltamento» stazione gli incarichi senza bando sono nel mirino a Lecce

di GIANFRANCO LATTANTE
LECCE - Accelerata nell’inchiesta sul progetto di ribaltamento della stazione ferroviaria di Lecce. La Guardia di Finanza ha depositato in Procura un’informativa di cinquanta pagine nelle quali si ricostruisce l’iter e si sollevano dubbi su alcuni affidamenti assegnati senza bando o selezione. Al momento, il fascicolo aperto dalla procura ipotizza l’abuso d’ufficio contro ignoti, ma il report delle Fiamme Gialle potrebbe determinare una svolta
«Ribaltamento» stazione gli incarichi senza bando sono nel mirino a Lecce
di Gianfranco Lattante

LECCE - Accelerata nell’inchiesta sul ribaltamento della stazione ferroviaria. La Guardia di Finanza ha depositato in Procura l’informativa. Cinquanta pagine nelle quali i militari del Nucleo di polizia tributaria, sezione tutela spesa pubblica, hanno ricostruito l’iter, soffermando l’attenzione sull’affidamento del progetto preliminare.

Il caso è all’attenzione del sostituto procuratore Elsa Valeria Mignone, magistrato del pool che si occupa dei reati contro la pubblica amministrazione.

Massimo il riserbo sul contenuto dell’informativa redatta dalle Fiamme gialle e depositata in Procura qualche giorno fa. A quanto se ne sa, però, le conclusioni cui sono giunti i finanzieri potrebbero dare una certa consistenza all’ipotesi di abuso d’ufficio. Il fascicolo, al momento, è contro ignoti.

All’attenzione e alla valutazione del magistrato sono state trasmesse, in particolare, le modalità di assegnazioni degli incarichi avvenute in modo diretto, senza bando o selezione.

Il progetto definitivo del «Ribaltamento della stazione», è stato finanziato dalla Regione con fondi Cipe per 13 milioni e 500mila euro. Nel marzo 2012 Comune e Ferrovie Sud Est hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per concordare le linee di sviluppo della progettazione.

La genesi dell’inchiesta affonda le radici nella burrascosa seduta del consiglio comunale del 4 ottobre 2013. Dopo l’introduzione dell’assessore ai Lavori pubblici Gaetano Messuti, il consigliere del Pd Antonio Torricelli è intervenuto per evidenziare una serie di anomalie relative ai «nomi di funzionari e progettisti del ribaltamento della stazione che appaiono in alcuni atti e poi scompaiono in altri» ed un’«attività furbesca di cambiare gli atti, di far sparire ingegneri, di farli ricomparire, che è documentata».

I dubbi sollevati da Torricelli sono stati raccolti dal procuratore Cataldo Motta che, a distanza di alcuni giorni dal consiglio comunale, ha aperto un fascicolo ed ha affidato agli ufficiali della sezione di pg della Polizia di Stato presso la Procura l’incarico di sentire, come persona informata sui fatti, proprio il consigliere comunale del Partito democratico. L’ascolto di Torricelli risale al 24 ottobre del 2013.

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