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Se la videoarte va nei cinema pugliesi

BARI - La videoarte al cinema: prende il via oggi una importante e inedita rassegna, Art_House ideata e curata da Maria Paola Spinelli per il «Circuito d’Autore». In tre cinema di Puglia (l’ABC a Bari, il DB d’Essai a Lecce, l’Opera di Barletta) saranno proiettati in contemporanea tre lavori di videoartiste di notorietà internazionale: l’israeliana Yael Bartana (A Declaration, 2006), l’iraniana Shirin Neshat (Faezeh, 2008), la brasiliana Cinthia Marcelle con Tiago Mata Machado (O Século, 2011)
Se la videoarte va nei cinema pugliesi
BARI - La videoarte al cinema: prende il via oggi una importante e inedita rassegna, Art_House ideata e curata da Maria Paola Spinelli per il «Circuito d’Autore». In tre cinema di Puglia (l’ABC a Bari, il DB d’Essai a Lecce, l’Opera di Barletta) saranno proiettati in contemporanea tre lavori di videoartiste di notorietà internazionale: l’israeliana Yael Bartana (A Declaration, 2006), l’iraniana Shirin Neshat (Faezeh, 2008), la brasiliana Cinthia Marcelle con Tiago Mata Machado (O Século, 2011). Unica proiezione alle 21, con ingresso libero. Le proiezioni saranno introdotte da Marilena Di Tursi a Bari, Valeria Raho a Lecce, Giusy Caroppo a Barletta.

I video provengono dalla collezione Pinault - il magnate francese che ha acquisito a Venezia Palazzo Grassi e Punta della Dogana come sedi museali - e sono stati selezionati dal direttore generale di Palazzo Grassi Martin Bethenod. Sono brevi e godibili, propongono motivi di alta suggestione visiva, ma anche emozioni e riflessioni su corde diverse – «il critico, il tragico, il burlesco» - e temi di attualità (conflitti politici e sociali, condizione femminile, contraddizioni del nostro tempo).

Molteplici i motivi di attrazione dell’innovativo evento, di cui sono protagoniste - non a caso - le donne. Porta per la prima volta opere di videoarte destinate sinora alla fruizione in sedi museali o di mostre in galleria, all’impatto con un pubblico diverso o diversamente motivato, nella dimensione fisica e psicologica della sala cinematografica e del grande schermo. Si colloca nell’ambito di un trend positivo che sta portando nei cinema la visione di opere liriche, di concerti, di visite guidate a musei: secondo la formula dell’evento in diretta, senza repliche, e in circuiti selezionati. Così si dilata e si diversifica la funzione dei cinema – anche come risposta alla crisi di pubblico e di gestione delle sale – ma si esplorano anche nuovi territori dell’immaginario: all’insegna della fluidità, della contaminazione e dell’interscambio fra linguaggi delle arti e modalità di fruizione. Fenomeno già esteso nella cultura contemporanea, ma che ora prova ad estendersi dalle nicchie sperimentali o di élite alla dimensione sociale, insidiata dalla tendenza all’isolamento davanti al televisore domestico, al computer o allo smartphone, e dalla omologazione verso il basso dei gusti e delle narrazioni.

p. m.

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