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Uccise pastore per gioco derubricata accusa in omicidio colposo

LECCE – E' stata derubricata in omicidio colposo l’accusa di omicidio volontario con dolo inizialmente contestata a Giuseppe Roi, l’allevatore di 31 anni di Porto Cesareo (Lecce), arrestato dai carabinieri lo scorso 5 novembre per l’omicidio di Quamil Hyraj, un pastore albanese di 23 anni alla sue dipendenze. (foto d'archivio)
Uccise pastore per gioco derubricata accusa in omicidio colposo
LECCE – E' stata derubricata in omicidio colposo l’accusa di omicidio volontario con dolo inizialmente contestata a Giuseppe Roi, l’allevatore di 31 anni di Porto Cesareo (Lecce), arrestato dai carabinieri lo scorso 5 novembre per l’omicidio di Quamil Hyraj, un pastore albanese di 23 anni alla sue dipendenze. Il giovane era stato ucciso con un colpo di pistola alla fronte il 6 aprile dello scorso anno nella campagne di Porto Cesareo.

Secondo l’accusa, il fatto sarebbe avvenuto mentre Roi faceva il tiro al bersaglio mirando ad un frigorifero. Il pastore si è trovato lungo la linea di tiro ed è stato colpito a morte. I giudici del Tribunale del Riesame di Lecce hanno quindi accolto la tesi della difesa che aveva puntato sulla rilettura degli accertamenti balistici fatti dai carabinieri della sezione investigazioni scientifiche di Bari da cui emerge che la fronte della vittima non era visibile dal punto di sparo, perchè completamente coperta dalle fronde di un albero.
Secondo quanto sostenuto dall’accusa, Roi avrebbe ucciso il pastore sparando per puro divertimento contro un vecchio frigorifero pur sapendo che Hyraj si trovava in una posizione pericolosa. Il tribunale del riesame ha rigettato la richiesta di scarcerazione avanzata dai legali di Roi.

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