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Gasdotto, la Procura indaga sui terreni

di ELENA ARMENISE
MELENDUGNO - La Procura «scava» lungo il tracciato del gasdotto di Tap. Non nel tratto sottomarino. Ma sui terreni interessati dal passaggio delle tubature fino alla realizzazione della stazione di decompressione. Poco più di otto chilometri dal litorale di San Foca alle campagne di Vernole. L’indagine ha già mosso i primi passi. Forse per verificare eventuali speculazioni all’ombra del tracciato. Di certo c’è un fascicolo, che è sul tavolo del sostituto procuratore Antonio Negro
Gasdotto, la Procura indaga sui terreni
di ELENA ARMENISE

MELENDUGNO - La Procura «scava» lungo il tracciato del gasdotto di Tap. Non nel tratto sottomarino. Ma sui terreni interessati dal passaggio delle tubature fino alla realizzazione della stazione di decompressione. Poco più di otto chilometri dal litorale di San Foca alle campagne di Vernole. L’indagine ha già mosso i primi passi. Forse per verificare eventuali speculazioni all’ombra del tracciato. Di certo c’è un fascicolo, che è sul tavolo del sostituto procuratore Antonio Negro. Le indagini sono condotte dalla sezione di polizia giudiziaria della Guardia di Finanza presso la Procura, diretta dal colonnello Francesco Mazzotta.

L’avvio degli accertamenti è stato annunciato da una lettera recapitata agli uffici tecnici dei comuni di Vernole e di Melendugno. Una lettera inviata «al fine di acquisire elementi utili ad indagini di polizia giudiziaria in corso a cura della sezione di pg della Guardia di Finanza, delegate dal pubblico ministero Antonio Negro». Poche righe per chiedere le carte relative ad «ogni utile notizia e documentazione relativa ad un progetto del gasdotto della Tap (Trans Adriatic Pipeline) che prevede un tracciato a terra dal litorale di San Foca e con stazione di decompressione ad Acquarica di Lecce». Poi, meglio precisando le carte che sono di interesse per l’inchiesta, si precisa che «si chiede di fornire i dati relativi ai terreni (foglio, particella, etc.) ubicati nel territorio del comune ed interessati dal passaggio del gasdotto nonché i relativi proprietari».

La lettera è giunta negli uffici comunali nei mesi scorsi. E - a quanto se ne sa - le richieste della Guardia di Finanza sono già state evase, trasmettendo tutti gli incartamenti e la documentazione relativa al tracciato del gasdotto. Analoga documentazione è stata richiesta anche agli uffici del Nuovo catasto edilizio urbano al fine di incrociare i dati relativi ai proprietari dei terreni. La precisazione che compare sulla lettera trasmessa dagli investigatori ai comuni lascia supporre che l’oggetto dell’in - chiesta possa riguardare eventuali speculazioni. L’opera della Trans Adriatic Pipeline porterà il gas dai pozzi di Shah Deniz, in Azerbaijan. Il progetto coinvolge Turchia, Grecia, Albania e Italia. Una volta emerse dai fondali di San Foca, poi, le tubature attraverseranno le campagne di Melendugno e di Vernole.

È la seconda volta (di cui almeno si ha notizia) che la Procura torna ad occuparsi di Tap. Lo aveva già fatto dopo un esposto degli ambientalisti per presunti danni al fondale marino. Accertamenti sono stati svolti dai carabinieri del Noe (il Nucleo operativo ecologico) e dalla squadra di sommozzatori della Capitaneria di porto. Ma, alla fine, è stato accertato che l’attività di prospezione effettuata dalla Tap non avrebbe danneggiato il fondale marino di San Foca. L’unico danneggiamento accertato è quello alle reti dei pescatori, ma sono stati risarciti. Così la Procura (sempre il sostituto Antonio Negro) ha chiesto ed ottenuto l’archiviazione.

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