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Otranto, via libera al porto turistico per 500 posti barche

ROMA - «Al termine di un’istrut toria tesa a contemperare i diversi interessi coinvolti, il Consiglio dei ministri ha deliberato favorevolmente alla realizzazione di tre progetti infrastrutturali per la creazione di un porto turistico ad Otranto (Lecce) ». Poche righe ufficiali che fanno rimbalzare da Roma una notizia che il Salento attendeva da quarant’anni
Otranto, via libera al porto turistico per 500 posti barche
ROMA - «Al termine di un’istrut toria tesa a contemperare i diversi interessi coinvolti, il Consiglio dei ministri ha deliberato favorevolmente alla realizzazione di tre progetti infrastrutturali per la creazione di un porto turistico ad Otranto (Lecce) ». Poche righe ufficiali che fanno rimbalzare da Roma una notizia che il Salento attendeva da quarant’anni, il via libera ad una infrastruttura cruciale per lo sviluppo turistico della Puglia. Il progetto di porto esterno, promosso dalla società Condotte d’Acqua, prevede circa 500 nuovi posti barca, in un’area alle spalle dell’attuale molo San Nicola, per un investimento superiori ai 50 milioni di euro. Uno sblocco, quello deciso dal Consiglio dei ministri, nel solco della politica del governo Renzi di velocizzare gli appalti che possono dare impulso ad economia, occupazione e sviluppo locale in funzione di una ripresa generale dell’economia del Paese.

Ma non è stata l’unica decisione presa ieri sera a Palazzo Chigi, dove al centro della riunione del Consiglio dei ministri c’è stato il tema fiscale. Primo passo per la riforma del catasto, che avrà però bisogno ancora di tempo (molto) e altri decreti (almeno due) per vedere la luce. E una brutta sorpresa arriva per i fumatori, almeno quelli che fumano le sigarette di «fascia bassa », quelle ora meno costose: il riordino delle accise che, nei calcoli del Governo, dovrebbe portare un maggior gettito l’anno prossimo di circa 200 milioni.
Per il catasto, con il via libera definitivo del Consiglio dei ministri, infatti, arrivano intanto le nuove commissioni censuarie, chiamate a validare i criteri su cui si baseranno le nuove valutazioni di calcolo delle rendite catastali, e quindi delle tasse sugli immobili, che, nella delega fiscale data dal Parlamento al governo, dovranno comunque non comportare esborsi aggiuntivi per i cittadini.

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