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Nardò, per poter leggere il tema di sua figlia deve rivolgersi al Tar

di BIAGIO VALERIO
NARDÒ - «Sua figlia è molto brava, non c’è motivo perché lei voglia leggere il suo compito». Questa la risposta ad un padre scrupoloso di Nardò, noto professionista della città, che chiedeva alla segreteria del comprensivo «Renata Fonte» di poter avere copia del tema svolto dalla figliola durante gli esami di terza media. E l'uomo si è rivolto al Tar che gli ha dato ragione
Nardò, per poter leggere il tema di sua figlia deve rivolgersi al Tar
di BIAGIO VALERIO

NARDÒ - «Sua figlia è molto brava, non c’è motivo perché lei voglia leggere il suo compito». Questa la risposta ad un padre scrupoloso di Nardò, noto professionista della città, che chiedeva alla segreteria del comprensivo «Renata Fonte» di poter avere copia del tema svolto dalla figliola durante gli esami di terza media. Secondo i vertici della scuola, infatti, non c’era, da parte del padre, un interesse giuridicamente rilevante da tutelare, visto che la ragazzina, alla fine degli esami, è stata promossa con dieci e lode. L’uomo, così, si è rivolto ad un legale ed ha proposto ricorso al Tar che non solo gli ha dato ragione ma ha anche intimato all’istituto di rifondere le spese legali sostenute, circa un migliaio di euro.

E tutto ciò per aver negato una fotocopia di due fogli: costo totale 25 centesimi. Il dirigente scolastico e la segreteria, costituitisi in giudizio a nome della scuola con l’Avvocatura dello Stato di Lecce, però si difendono: la richiesta del genitore mancava di un requisito fondamentale - è la loro versione - che è quella delle motivazioni che devono essere fondamento di ogni richiesta di copia di un atto amministrativo.
Il problema è che, a volte, una «motivazione», nell’accezione che intendono i burocrati, non c’è ma è il cuore di padre che spinge ad un gesto come questo.

Lo spiegano, nel dispositivo di sentenza, proprio i tre magistrati della seconda sezione del Tar leccese che quasi si meravigliano che esista ancora - «panda» dei giorni nostri - un genitore così attento: «indipendentemente dal notevole successo scolastico riportato dalla figlia, l’esercizio della potestà genitoriale implica senz’altro la possibilità di esercitare una vigilanza sugli orientamenti culturali che una minorenne va formandosi attraverso il consueto percorso scolastico».
Il tribunale rileva che ciò non vuol dire riaffermare una concezione paternalistica in netta controtendenza con i tempi attuali ma, semplicemente, concedere al genitore attento almeno la possibilità di avere cognizione piena dei gusti, delle aspettative della ragazza, sviluppando così un ambiente chiamato a compartecipare alla crescita e alla maturazione. In definitiva: alle aspettative di vita. E, anche la lettura di un tema può, evidentemente, aiutare.

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