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Nardò, il vescovo «chiude» le chiese alle veglie funebri

di BIAGIO VALERIO
NARDO' - L’offerta libera al parroco finisce in fattura? Il vescovo fa un giro di vite e regolamenta la veglia del caro estinto in chiesa. La questione è venuta fuori in questi giorni quando alcuni sacerdoti hanno avvisato le famiglie dei parrocchiani: da oggi la salma potrà essere ospitata in chiesa solo un’ora prima del funerale. Il fenomeno delle lunghe permanenze del feretro davanti all’altare, del resto, è in continuo aumento: all’anno può succedere che anche cinquanta funerali vengano celebrati in questo modo
Nardò, il vescovo «chiude» le chiese alle veglie funebri
di Biagio Valerio

NARDO' - L’offerta libera al parroco finisce in fattura? Il vescovo fa un giro di vite e regolamenta la veglia del caro estinto in chiesa. La questione è venuta fuori in questi giorni quando alcuni sacerdoti hanno avvisato le famiglie dei parrocchiani: da oggi la salma potrà essere ospitata in chiesa solo un’ora prima del funerale. Il fenomeno delle lunghe permanenze del feretro davanti all’altare, del resto, è in continuo aumento: all’anno può succedere che anche cinquanta funerali vengano celebrati in questo modo, cioè con la bara esposta ai piedi dell’altare dalla mattina al pomeriggio, quando viene celebrata la funzione funebre.

Lo stesso vescovo della diocesi di Nardò-Gallipoli Fernando Filograna negli ultimi giorni è stato impegnato nella redazione di una sorta di regolamento: regole chiare da far osservare a tutti i parroci della diocesi.Che cosa è successo? Innanzitutto il fenomeno in crescita: non solo neritini deceduti fuori dalla città o in seguito ad un sinistro venivano portati a qualsiasi ora in chiesa, non potendo andare altrove. Ma diciamo che questo è un discorso limitato. Anche le mutate condizioni sociali hanno fatto sì che le famiglie preferissero celebrare la veglia funebre, un tempo tradizione sacra in ogni palazzo, vico o stamberga della città, in chiesa.

Il motivo è legato alla deficitaria ospitalità di alcune abitazioni, magari condomini, dove è complicato allestire la camera ardente. Altri casi riguardano gli anziani ospitati in case di riposo o a turno dai figli per alcuni mesi a testa. In questi casi, quando arriva il momento della dipartita, nessuno intende mettere i “paramenti” in casa propria e, così, la scelta della parrocchia è la più comoda e funzionale. Fino a quando, però, qualche impresario pare aver ascritto il “servizio” alla voce dei costi. Circostanza non accettabile dalla Chiesa. Così come scabroso sarà parso l’inserimento in fattura, questo sì accertato, della voce offerta al parroco. In genere di cinquanta euro. Quelle delle pompe funebri alla fin fine sono agenzie di servizi per cui, correttamente, indicano qualsiasi genere di spesa. Ma l’offerta, per sua natura liberale, è stata sempre gestita dai parroci con assoluta discrezione. Insomma, si rischiava di fare mercato e Filograna ha detto, o sta per dire, “basta”, mettendo regole certe.

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