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Gasdotto, c’è il vertice tra Vendola e i sindaci

di ELENA ARMENISE
«Sindaci da Vendola per un approdo alternativo, bene così». Il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, commenta così l’iniziativa del presidente della Regione che, martedì prossimo, incontrerà a Bari i primi cittadini di Melendugno e Vernole per discutere sulla questione dell’approdo del gasdotto Tap. Secondo il presidente del Consiglio regionale ci può essere quindi «una Tap il meno invasiva possibile», in grado di coniugare la domanda energetica civile e industriale con le esigenze di tutela dell’ambiente e dell’economia turistica
Gasdotto, c’è il vertice tra Vendola e i sindaci
di ELENA ARMENISE

«Sindaci da Vendola per un approdo alternativo, bene così». Il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, commenta così l’iniziativa del presidente della Regione che, martedì prossimo, incontrerà a Bari i primi cittadini di Melendugno e Vernole per discutere sulla questione dell’approdo del gasdotto Tap. «Ho sempre sostenuto l’esig enza di una localizzazione pugliese meno impattante dello sbarco del gasdotto su una delle spiagge più belle del Mezzogiorno e ripongo molte aspettative sul confronto coi territori, per trovare un’in - tesa con il governo e la società azera utile ad allontanare il passante dal “salotto” di San Foca - dice Introna - Coinvolgere le amministrazioni locali in un percorso propositivo è la scelta giusta».

Il presidente del Consiglio regionale guarda dunque con ottimismo verso il tavolo di confronto convocato da Vendola in risposta ad una richiesta ufficiale partita dai sindaci dei due comuni direttamente interessati alla realizzazione dell’opera, con il sostegno dei 40 comuni salentini contrari all’approdo a San Foca. «In democrazia, rispettare le comunità sulle scelte che riguardano il loro futuro è un dovere per chi amministra, la partecipazione è un valore - aggiunge Introna - Cercare il consenso dei territori significa avviare il problema verso una soluzione, perché lo stesso primo ministro Renzi, nel suo breve confronto in fiera con i sindaci, si è detto disponibile a spostare altrove sul litorale sud-adriatico il sito di atterraggio della condotta sottomarina e la stazione terminale di ricezione del gas naturale».

E sulle possibili alternative di approdo, Introna aggiunge: «Possono risultare ipotesi più che concrete, contando sulla disponibilità dichiarata dal premier». «No alla localizzazione a Melendugno, benissimo, no al tubo tra gli ombrelloni di San Foca - dice ancora Introna - Ma sì al gas azero che ci affranca dai mal di pancia di Putin e dai disordini politici nordafricani. L’iniziativa di Vendola ci avvicina certamente a un risultato condiviso, la condotta deve puntare verso un’altra zona. Ora - prosegue - occorre costruire il consenso attorno a un’opera che dovunque approdi deve minimizzare qualsiasi impatto e i territori hanno il diritto di chiedere tutte le garanzie, di pretendere i più elevati standard di sicurezza ambientale e tecnologica».

Secondo il presidente del Consiglio regionale ci può essere quindi «una Tap il meno invasiva possibile», in grado di coniugare la domanda energetica civile e industriale con le esigenze di tutela dell’ambiente e dell’economia turistica. «Il fiorire di u n’economia che vede ripagati nel settore turistico gli sforzi del governo regionale per uno sviluppo sostenibile, segnala i successi del brand Puglia nel mercato turistico internazionale, certificati da dati recentissimi - dice - con l’11% delle richieste siamo sul podio, dopo Toscana (16%) e Liguria (15%), delle Regioni più cercate dagli stranieri nei primi sei mesi del 2014 sul portale Gate Away, che promuove all’estero le abitazioni italiane. Difendiamo i nostri punti di forza, rispettiamo San Foca – conclude - trasferiamo i tubi più in là, è una scelta di buon senso».

Intanto il Movimento 5 Stelle chiede chiarimenti in vista dell’apertura del tavolo di confronto istituzionale. «Ci chiediamo a questo punto se Vendola non vuole più il gasdotto o se per lui sia diventato solo un problema di approdo - dice la senatrice Barbara Lezzi - prima di prendere qualunque decisione sulla testa delle comunità lo invitiamo ad ascoltare il territorio su cui si vorrebbe far approdare l’opera».

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