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«La strage degli ulivi evitata grazie al lavoro di squadra»

di DONATO BOSCIA*
Non conosciamo ancora il testo ufficiale del Decreto di Lotta Obbligatoria alla Xylella firmato dal ministro Martina ma possiamo dire che il giudizio non può che essere positivo, soprattutto perché questo Decreto permette di evitare le misure drastiche imposte dalla decisione comunitaria del 23 luglio evitando, al tempo stesso, l'apertura della procedura d'infrazione da parte della Commissione Europea
«La strage degli ulivi evitata grazie al lavoro di squadra»
di DONATO BOSCIA*

Non conosciamo ancora il testo ufficiale del Decreto di Lotta Obbligatoria alla Xylella firmato dal ministro Martina ma, per quel che ne sappiamo sia per aver partecipato alla discussione finale come Comitato tecnico-scientifico internazionale che per aver letto il comunicato stampa del ministero, possiamo dire che il giudizio non può che essere positivo, soprattutto perché questo Decreto permette di evitare le misure drastiche imposte dalla decisione comunitaria del 23 luglio evitando, al tempo stesso, l'apertura della procedura d'infrazione da parte della Commissione Europea.
La suddetta decisione prevedeva, tra l'altro, l'abbattimento di tutte le piante malate o infette, cosa che, se applicata, avrebbe comportato la desertificazione di mezzo Salento. Oltretutto, anche a volerla rispettare, si sarebbe trattato di una azione non realizzabile perché avrebbe richiesto una organizzazione ed una dotazione finanziaria talmente imponenti da non essere applicabili nè in Puglia, nè in nessuna altra parte del pianeta. Ma se si considera che una "decisione" è già un atto esecutivo che, a differenza di una direttiva, non necessita del recepimento da parte degli Stati Membri, una posizione di inerzia avrebbe fatto scattare in automatico l'apertura di una procedura di "infrazione" che avrebbe comportato una pioggia di sanzioni che avremmo pagato tutti noi cittadini, compresi, paradossalmente, gli olivicoltori colpiti dall'epidemia.

Quello che è successo dopo il 23 luglio è l'emanazione di un Decreto, non ancora pubblicato, che consente al Salento di derogare all'obbligo di eradicazione totale evitando al tempo stesso l'apertura da parte della Ue della procedura d'infrazione. È il risultato, niente affatto scontato, di un efficace gioco di squadra tra istituzioni di ricerca, Regione Puglia e ministero dell'Agricoltura. La ricerca ha avuto il merito di aver tempestivamente prodotto un documento che dimostra che nella situazione attuale l'eradicazione indiscriminata non potrebbe centrare l'obiettivo di cancellare la presenza del batterio dal continente europeo e, pertanto, sarebbe semplicemente un’operazione onerosa, inutile e dannosa; la Regione Puglia ha avuto il merito di aver tempestivamente condiviso e fatto proprio tale parere, traducendolo in determinazioni consequenziali e facendolo condividere alle organizzazioni professionali dei produttori prima di proporlo al Ministero; quest’ultimo ha avuto il merito di averlo recepito altrettanto rapidamente e di aver negoziato con successo la nuova posizione con Bruxelles, avendo in tal modo la possibilità di emanare il Decreto nella forma che ci è stata annunciata. In conclusione, come ho già detto, si è giunti in breve tempo, appena due mesi agosto incluso, ad un risultato niente affatto scontato che consente di evitare sia l'eradicazione indiscriminata che la procedura d'infrazione. (*Responsabile dell’Istituto per la protezione sostenibile delle piante del Cnr di Bari)

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