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Il resort di lusso a Nardò Lady Alison Deighton «Quante bugie sul progetto» «Intervenne Berlusconi» Inu Puglia: bene Regione

di DANIELA PASTORE
NARDO' - «Aspetto un segnale che ricarichi un po’ di fiducia me e il mio socio. E se questo segnale non verrà andremo via». E’ amareggiata Alison Deighton. «E forse ancor più che meravigliata sono stupita», dice con voce pacata, al telefono, dalla sua casa a Londra. Parla in un italiano fluente. Si entusiasma quando ricorda il suo primo impatto con il Salento, con Sant’Isidoro. «Il paesaggio mi è sembrato subito stupendo. L’edilizia intorno però non all’altezza di un luogo così incantevole. Da questa osservazione è nata l’idea di un progetto»
Il resort di lusso divide il Consiglio comunale
No degli ambientalisti: «Si stravolge il parco degli ulivi»
LA CRONACA DI IERI
Il resort di lusso a Nardò Lady Alison Deighton «Quante bugie sul progetto» «Intervenne Berlusconi» Inu Puglia: bene Regione
di DANIELA PASTORE

NARDO' - «Aspetto un segnale che ricarichi un po’ di fiducia me e il mio socio. E se questo segnale non verrà andremo via». E’ amareggiata Alison Deighton. «E forse ancor più che meravigliata sono stupita», dice con voce pacata, al telefono, dalla sua casa a Londra. Parla in un italiano fluente. Si entusiasma quando ricorda il suo primo impatto con il Salento, con Sant’Isidoro. «Il paesaggio mi è sembrato subito stupendo. L’edilizia intorno però non all’altezza di un luogo così incantevole. Da questa osservazione è nata l’idea di un progetto campione mondiale di eco-sostenibilità, qualcosa di così innovativo che avrebbe potuto diventare un modello da emulare in tutto il mondo».

Cosa posso fare per migliorare questo posto?, confessa, è la domanda che si è subito posta. «Ho coinvolto dei professionisti eccellenti, ho pensato a come fare per rimettere in sesto olivi che erano davvero malconci. Ed ora vengo accusata di voler rovinare il paesaggio. E’ assurdo. E’ tanto più astrusa come accusa se si pensa che l’intero resort verterà proprio attorno agli ulivi ma non solo intesi come paesaggio bensì come produzione: i nostri ospiti potranno partecipare alla raccolta delle olive, alla creazione dell’olio, gli olivi saranno i primi attori. Figuriamoci se posso mai pensare di distruggerli».

Agli ambientalisti risponde per le rime, punto per punto, «Non sanno di cosa parlano. Sono disinformati. Dicono che le case saranno di vetro quando invece ancora non sono stati decisi i materiali. Ma perché si fanno delle accuse così superficiali? Il piano di lottizzazione presentato dà solo un’idea di massima, indicare che in quel punto o in quell’altro ci sarà una struttura, ma tutti i dettagli saranno poi analizzati in seguito, saranno scelti in modo da avere l’impatto minore possibile. Sto pensando di coinvolgere un architetto locale, che possa portare nel progetto gli elementi giusti, i materiali giusti, e poi le maestranze locali, la loro professionalità. Il territorio sarà coinvolto al cento per cento, è lui, è la sua gente la narrazione di tutto, il vero valore aggiunto di questa nuova idea di eco-ricettività turistica. Mente anche chi dice che non ci sarà una ricaduta occupazionale: le villette saranno come delle stanze di un albergo diffuso, che avrà tutti i servizi e gli spazi comuni tipici di un albergo, dal ristorante alla sala riunioni, alla reception. Opportuntà di lavoro ci saranno sicuramente, Questo lo posso garantire».

Di certo, insiste lady Deighton, l’ossequio alle regole e alle leggi è stato certosino. «Ho sempre fornito tutte le indicazioni richieste, abbiamo fatto le modifiche che ci hanno raccomandato. Abbiamo cercato di rispettare in modo ortodosso le normative regionali e nazionali. Ma a quanto pare non è servito. Non ci era mai accaduto nulla di simile, né a me né al mio socio. Un’attesa di sei anni, un limbo che si sta trasformando in un incubo».

La voce al telefono diventa più bassa, carica di amarezza. «Mi chiedo perché stia succedendo tutto questo, perché tante bugie su questo progetto. E rispondo a me stessa: forse non è stato compreso sino in fondo, forse è un’idea di ricettività che precorre troppo i tempi, forse non sono riuscita a farla comprendere». Di una cosa lady Deighton è convinta: «Il Salento rischia di perdere un’oportunità, è non mi riferisco ai soldi o all’investimento: è l’opportunità di avere nel suo territorio un nuovo concetto di ricettività, ecologico, biologico e sostenibile al cento per cento. Qualcosa di bello e pioneristico. Io ci credo ancora: è il mio atto d’amore verso questa terra che adoro. Ma come ogni amore devo avere un cenno per continuare a sperare che sia corrisposto».

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