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Storie di protesta a Melendungo si raccontano gli attivisti

di Giacomo Pagone
Serata all’insegna della conoscenza e del racconto, quella svolta sabato 13 settembre a Melendungo in provincia di Lecce, organizzata dall’associazione Re:Common. Durante l’incontro Wu Ming 2, uno degli scrittori del collettivo bolognese che pubblica con Einaudi, ha letto l’Abbecedario di resistenza alle “Grandi Opere Inutili e Imposte”, frutto di sei mesi di lavoro insieme agli attivisti di numerose associazioni, come No Tap, No Tav, No Rigassificatore Offshore, Monte Libero e Opzione Zero
Storie di protesta a Melendungo si raccontano gli attivisti
Di Giacomo Pagone
Serata all’insegna della conoscenza e del racconto, quella svolta sabato 13 settembre a Melendungo in provincia di Lecce, organizzata dall’associazione Re:Common. Durante l’incontro Wu Ming 2, uno degli scrittori del collettivo bolognese che pubblica con Einaudi, ha letto l’Abbecedario di resistenza alle “Grandi Opere Inutili e Imposte”, frutto di sei mesi di lavoro insieme agli attivisti di numerose associazioni, come No Tap, No Tav, No Rigassificatore Offshore, Monte Libero e Opzione Zero.

Il luogo scelto è stato Melendugno, nella cui marina di San Foca approderà lo sbocco del TAP, Trans Adriatic Pipeline, il gasdotto che porterà il gas naturale azero in Italia, dopo aver attraversato Turchia, Grecia e Albania. Il reading è stato un’occasione per raccontare con tono autoironico le esperienze degli attivisti e il rapporto con i cittadini e i media, che troppo spesso hanno accumunato i movimenti con i gruppi violenti.

I racconti, scritti nel corso del laboratorio di scrittura collettiva, evidenziano la difficoltà iniziale di organizzazione, le esperienze sui fronti della manifestazione (e non della lotta, come sottolineato) e gli interrogativi che gli ambientalisti si pongono. Non solo Melendugno, però, perché i racconti sono ambientati in diverse zone di Italia: dalla Val di Susa, dove è nato il movimento No Tav, alla zona di Livorno, dove dovrà essere costruito il rigassificatore, fino alle zona tra Ravenna e Mestre, dove nasce il movimento Opzione Zero contro l’Autostrada Romea.

La serata si è conclusa con il saluto degli organizzatori e con l’augurio che più che delle proteste, si possa parlare dei motivi che hanno portato diversi gruppi, di diverse fasce di età, ad unirsi in assemblee per comprendere ciò che accade, organizzarsi e manifestare il proprio dissenso.

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