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Raduno Casa Pound Lecce conta i danni da corteo antifascista «Ora paghino loro»

LECCE – "Bombe carta tra le famiglie a passeggio per lo shopping del sabato, atti di violenza e intimidazione all’indirizzo dei commercianti e delle forze dell’ordine, il centro storico devastato a colpi di spray e di scritte minacciose. O letteralmente ignobili, come quella Marò assassini – Riportiamoli a casa a testa in giu”: un’espressione, un concetto, un sistema di valori che si commentano da soli". Lo sottolinea in una nota il sindaco di Lecce
LA CRONACA DI IERI
Raduno Casa Pound Lecce conta i danni da corteo antifascista «Ora paghino loro»
LECCE – "Bombe carta tra le famiglie a passeggio per lo shopping del sabato, atti di violenza e intimidazione all’indirizzo dei commercianti e delle forze dell’ordine, il centro storico devastato a colpi di spray e di scritte minacciose. O letteralmente ignobili, come quella Marò assassini – Riportiamoli a casa a testa in giu”: un’espressione, un concetto, un sistema di valori che si commentano da soli". Lo sottolinea in una nota il sindaco di Lecce Paolo Perrone (Fi) secondo il quale sono numerosi i danni causati in città ieri pomeriggio dai manifestanti che hanno partecipato ad un corteo - non autorizzato – antifascista per protestare contro il raduno nazionale di CasaPound che era in corso a Surbo (Lecce), creando in città momenti di tensione.

Nel corso del corteo sono state lanciate bombe-carta dai manifestanti, alcuni dei quali avevano i volti coperti da caschi ed erano muniti di mazze. La scritta sui Marò, in particolare, secondo Perrone la dice “lunga sulla visione del mondo della 'sinistra antifascistà che abbiamo visto sfilare a Lecce ieri: siamo solo nella fase iniziale della quantificazione dei danni che la sua 'manifestazione pacifistà ha prodotto nella nostra città, e ho paura che ne conteremo per molto”.

“Le assurdità concettuali sostanziate a colpi di spray - aggiunge il sindaco – verranno cancellate, purtroppo con i soldi che gli incolpevoli contribuenti leccesi ci consegnano per il funzionamento e il decoro della loro città. La figuraccia che questa sinistra cosiddetta antifascista e cosiddetta pacifista - e chi la difende – hanno rimediato con il corteo di ieri, ne sono certo, proprio no. Perchè è democrazia dissentire da chi non la pensa come te; non è democrazia difendere il tuo punto di vista con i fumogeni e il passamontagna”.
Perrone conclude ringraziando le forze dell’ordine leccesi che “hanno avuto i nervi saldi” facendo in modo che il corteo non si trasformasse “definitivamente in una guerriglia urbana”.

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