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Raduno Casa Pound proteste a Lecce lancio bombe carta

LECCE - Momenti di tensione a Lecce dove circa 500-600 persone che si sono definite hanno manifestato contro il raduno nazionale di CasaPound in corso a Surbo. Alcuni manifestanti, con i volti coperti da caschi, hanno lanciato numerose bombe carte in viale Calasso. Il corteo non era autorizzato (nella foto di Massimino, un momento della manifestazione)
Raduno Casa Pound proteste a Lecce lancio bombe carta
LECCE - Si temeva che accadesse e così è stato: circa 500 aderenti alla rete antifascista oggi hanno bloccato Lecce con un corteo non autorizzato e si sono verificati momenti di tensione molto alta con il lancio di numerose bombe-carta, alcune delle quali anche tra i passanti.

Quella organizzata a Lecce è stata una manifestazione di protesta contro il raduno nazionale di CasaPound, il movimento neofascista che si sta svolgendo a qualche chilometro da Lecce, in una struttura ricettiva nelle campagne di Surbo e dove proprio nel pomeriggio c'è stato l’intervento di Mario Borghezio, l’europarlamentare della Lega, la cui partecipazione, insieme a quella del consigliere regionale di Forza Italia, Saverio Congedo, era stata fortemente criticata dalla rete antifascista.

I manifestanti, soprattutto giovani aderenti al centro sociale 'Binario 68', si sono radunati nei pressi di via Dalmazio Birago, dove si trova la sede del centro, per poi proseguire verso Porta Napoli dove era posizionato il primo blocco delle forze di polizia. Durante il passaggio sono state lanciate le prime bombe carta, i "cipollotti" da stadio, e i responsabili potrebbero essere presunti componenti della frangia anarchica, arrivati numerosi anche da fuori provincia e rimasti nelle retrovie del corteo col volto coperto, soprattutto con caschi, muniti di una mazza tra le mani.

Duecento gli uomini delle forze dell’ordine in strada a presidiare il transito. Il problema maggiore era garantire l’ordine pubblico, evitando probabili scontri e danneggiamenti. Ed è per questo che dalla Questura, sotto il coordinamento del questore Antonio Maiorano, è stato disposto un percorso 'accompagnatò, quasi obbligato  per i manifestanti, decidendo a sorpresa di far passare il corteo persino dalla centralissima via Salvatore Trinchese, la via di Lecce dello shopping, gremita in quel momento di gente, soprattutto famiglie con bambini.

Ed è stato qui che si sono registrati i momenti di maggiore tensione, e numerosi commercianti hanno chiuso le porte dei negozi, mentre la gente a passeggio cercava un riparo. Volantini con scritte antifasciste sono stati affissi sui muri. I manifestanti hanno lanciato fumogeni e due-tre bombe carta proprio in mezzo alla gente. Poi, dopo aver toccato piazza Mazzini, il cuore commerciale della città dove alcuni manifestanti hanno tenuto un breve comizio per spiegare il perchè della protesta, il corteo è risalito verso il borgo antico, arrivando in Piazza Sant'Oronzo, e da qui lungo un gremito corso Vittorio Emanuele per poi disperdersi una volta raggiunta la sede del centro sociale da cui era partito.

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