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Pericoli in mare «Mia figlia, 10 anni è morta invano»

di SALVATORE CIRIOLO
POGGIARDO - Un anno fa, esattamente il 3 settembre, Tahira Minnella, una ragazzina di dieci anni di Poggiardo, perse la vita travolta dalle onde mentre giocava con l’amica del cuore nelle acque a ridosso della «Baia dei Turchi», a Otranto. In occasione dell’anniversario della tragedia, il padre di Tahira, Santino, ritorna su quell’episodio. «Solo un piccolo cartello avverte dei pericoli»
Pericoli in mare «Mia figlia, 10 anni è morta invano»
di SALVATORE CIRIOLO
POGGIARDO - Un anno fa, esattamente il 3 settembre, Tahira Minnella, una ragazzina di dieci anni di Poggiardo, perse la vita travolta dalle onde mentre giocava con l’amica del cuore nelle acque a ridosso della «Baia dei Turchi», a Otranto. In occasione dell’anniversario della tragedia, il padre di Tahira, Santino, ritorna su quell’episodio che ha cambiato la sua vita e quella della moglie Jana. Il ricordo, il dolore e la delusione si accavallano nella sua mente, accompagnati dalla speranza che la giornata odierna termini presto. «Nei giorni scorsi sono spesso tornato sul posto in cui ho perso mia figlia - sottolinea Santino - e ci tornerò domani (oggi, ndr) per lasciare un fiore sulla spiaggia in cui mia figlia ha vissuto gli ultimi attimi della sua breve vita. Il 3 settembre - prosegue - è una data che mi ha segnato per sempre e che non potrà mai passare inosservata in futuro. Impossibile non ricordarla. Per me Tahira era tutto». Del resto, basta leggere sul profilo facebook dell’uomo per verificare come quotidianamente il ricordo della figlia, la sua unica figlia, sia sempre presente, così come sempre vivo è il dolore, immutato: «Non passerà un giorno, amore, senza che il mio pensiero volga a te - ha scritto di recente - Non passerà mai un’ora senza ricordare tutto ciò che eri e senza pensare a tutto ciò che sei. Mi manchi tanto amore, mi manchi tanto. Papà». Il ricordo (questa sera, nella palestra della scuola media, si terrà una partita di pallavolo in ricordo della ragazza, organizzata dal Tahira Volley Poggiardo), il dolore, ma in Santino è presente anche la delusione e la rabbia per lo stato di pericolo in cui ancora versa quella spiaggia: «È un vero peccato – sostiene – dover constatare come, nonostante i diversi crolli della falesia, non vi siano segnali di pericolo, nel mentre i bagnanti si adagiano, ignari, sulla scogliera per prendere il sole o addirittura sotto di essa per refrigerarsi all’ombra. Mancano le boe di segnalazione degli scogli sotto pelo d’acqua e della zona più soggetta ai vortici, manca persino un percorso che consenta all’autoambu - lanza di raggiungere la spiaggia in caso di necessità. L’unica novità è sul sentiero - dice Santino - ed è un piccolo cartello in formato A3, con scritta nera su fondo bianco, che segnala l’assenza del servizio di salvataggio, l’assenza di segnalazione del limite delle acque interdette alla navigazione e l’assenza della limitazione delle acque sicure. L’assenza di tutto... L’area, insomma, è rimasta così come era quando è morta Tahira, tranne - conclude, amareggiato, Santino Minnella - che per il foglio in formato A3».

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