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Gasdotto a San Foca si mobilita il Salento

LECCE - Il M5s per il 20 settembre sta organizzando una manifestazione tra San Foca e Melendugno, alla quale inviteranno i cittadini, i comitati, le associazioni e soprattutto le istituzioni che hanno a cuore il Salento. «Tap non porterà nuova occupazione, è lo stesso manager Russo a riferire che non potrà garantire che i circa 50 occupati a tempo determinato potranno essere assunti da personale italiano»
«Nessun contributo o donazione può ripianare i conti di vite ammalate»
Gasdotto a San Foca si mobilita il Salento
LECCE - Gasdotto a San Foca, riesplode la battaglia. Il senatore Dario Stefàno, dopo il sì al progetto della Commissione di valutazione di impatto ambientale, va giù pesante: «Un fatto gravissimo aver ignorato il no della Regione e di un’intera comunità». «Ritenere un’opera strategica è un conto - dice l’ex amministratore pugliese e candidato alle primarie per il governo della Puglia - ignorare le motivazioni espresse dalla Regione, così come tutte le ipotesi di localizzazione alternative a San Foca, ventilate da Tap, è un altro. Significa considerare irrilevanti e marginali obiezioni che non esprimono punti di vista resistenziali, anacronistici e pregiudiziali. Ma forti motivazioni tecniche, ambientali e politiche. Rispetto alle quali io mi sento fortemente in sintonia».

Secondo Stefàno si apre ora «una fase delicata nel rapporto tra la comunità salentina e pugliese, che ha civilmente e motivatamente contestato le ragioni dell’approdo a San Foca, e il governo che presumibilmente adotterà a breve il parere del Comitato Via (valutazione di impatto ambientale) nazionale. In attesa di conoscerne il contenuto, non c’è dubbio che siamo di fronte ad un conflitto di valutazioni che bisogna saper gestire».

Durissima anche la presa di posizione di Barbara Lezzi, senatrice del Movimento 5Stelle. La quale annuncia che per il 20 settembre stanno organizzando una manifestazione tra San Foca e Melendugno, alla quale inviteranno i cittadini, i comitati, le associazioni e soprattutto le istituzioni che hanno a cuore il Salento. «Il governo - sottolinea la senatrice - prosegue la sua campagna di menzogne intorno al gasdotto e mira ad asservire i cittadini con promesse di sviluppo, occupazione e risparmi in bolletta. E’ chiaro che vuole spingere il territorio all’immobilismo, che lo ha visto sfruttato ed impoverito delle ricchezze proprie a scapito dei vantaggi delle solite multinazionali. Lo abbiamo detto in tutti i modi che Tap non porterà nuova occupazione, è lo stesso manager Russo a riferire che non potrà garantire che i circa 50 occupati a tempo determinato potranno essere assunti da personale italiano».
Poi aggiuge che non «c’è alcuna considerazione per le decine di piccole imprese che operano in quel territorio e per lo sviluppo turistico, vera vocazione pugliese, che sarebbe inevitabilmente affossato».

«Il Salento - continua - come asserito dalla Lilt - non può sopportare ulteriori emissioni nocive come quelle che verranno fuori dai camini della cabina di pressurizzazione». Da qui l’invito alla Regione di proseguire il percorso partecipativo annunciato con la popolazione, «che ad oggi ha solo subito un ennesimo e violento tradimento».

Scende in campo anche il Movimento Regione Salento. «Sulla Tap a San Foca il Salento si è espresso chiaramente - dice il presidente Paolo Pagliaro - con un moto di opinione che ha coinvolto istituzioni, movimenti, cittadini, artisti e molti altri, tutti uniti contro chi vuole svendere e profanare il territorio per compiacere i colossi internazionali».
Secondo Pagliaro non c’è business o ragione energetica che tenga, «e dobbiamo lottare fino alla fine per scongiurare un progetto che devasterebbe uno dei tratti più belli della costa salentina e non solo. Il governo nazionale ha deciso di sbloccare il progetto, violentando la volontà di migliaia di cittadini».

Secondo il presidente del Consiglio regionale, Onofrio Introna, con il parere positivo di Via (valutazione di impatto ambientale) espresso dal Ministero dell’Ambiente e l’accelerazione del governo Reni, «l’approdo della Tap non è più un’ipotesi ma una certezza: adesso anche il sistema Puglia deve fare un passo avanti». «Regione, enti locali, forze sociali, movimenti e comunità - dice Introna - devono recuperare il tempo perduto e assumere un ruolo per mitigare ogni possibile impatto, assicurando al territorio solo le ricadute positive».

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