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Sollima in full immersion per Notte della Taranta «La Notte un gran ritorno economico per la Puglia»

BARI – Per il secondo anno consecutivo il violoncellista Giovanni Sollima, il 51enne palermitano che ha suonato con le più importanti orchestre, arrangerà i brani e dirigerà l’orchestra che li eseguirà nel corso del concertone finale della 'Notte della Taranta' che si svolgerà sabato prossimo, 23 agosto, nella piazza degli Agostiniani a Melpignano
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Sollima in full immersion per Notte della Taranta «La Notte un gran ritorno economico per la Puglia»
BARI – Per il secondo anno consecutivo il violoncellista Giovanni Sollima, il 51enne palermitano che ha suonato con le più importanti orchestre, arrangerà i brani e dirigerà l’orchestra che li eseguirà nel corso del concertone finale della 'Notte della Taranta' che si svolgerà sabato prossimo, 23 agosto, nella piazza degli Agostiniani a Melpignano, nella Grecìa, la terra che fu scelta dagli antichi Greci, dove ci sono paesi che si chiamano Calimera e dove ancora si parla il griko, un dialetto con inflessioni antiche. Ma Sollima non è solo il maestro 'concertatorè: ha infatti composto, dopo la prima esperienza salentina, nel 2013, il brano "Antidotum tarantulae XXI", che ha proposto nel gennaio scorso a Chicago (Usa), eseguendolo con l’altro violoncellista Yo-YO Ma e la Chicago Symphony Orchestra diretta dal maestro Riccardo Muti. In un’intervista che rilasciò per l’occasione ad un quotidiano italiano, Sollima sottolineò che il titolo non era soltanto "una citazione, ma un omaggio, un richiamo al mondo del tarantismo" che era entrato "improvvisamente e in modo dirompente quando la stesura del brano era a metà strada".

"Dopo l’esperienza esaltante a Melpignano, un omaggio era inevitabile: ho trascorso un mese in Salento per le prove, una 'full immersion' in quel mondo, in quelle sonorità e in quell'energia contagiosa che mi si è attaccata al corpo e che - raccontò Sollima – ancora sento. E’ entrata in partitura senza mezze misure... creando strani paralleli con altri elementi già presenti provenienti dalla musica del nostro Rinascimento".

Parlando di quanto accade per gli arrangiamenti, Sollima ha anche spiegato che l’idea è quella di trattare i solisti in totale simbiosi: i musicisti viaggiano a ritroso nel tempo, utilizzando materiale eterogeneo e diverse tecniche esecutive anche arcaiche, barocche e rinascimentali. "Una parte del materiale – ha raccontato Sollima ai giornalisti parlando dell’appuntamento di Melpignano – scorre indietro come in uno stato onirico... con una piccola soglia tra suono, melodia e rumore. Altro materiale ha un aspetto più leggero, quasi ludico. Alla cantabilità alterno il ritmo e la percussività, visti come rituali ancestrali". Esiste – a parere di Sollima – un Dna universale del ritmo. Ascoltando un concerto di Jordi Savall dedicato al suo progetto sulle musiche dell’Armenia, Sollima ha anche confidato di aver riflettuto molto su quanto in comune c'è tra musiche di luoghi diversi e lontani tra loro, "quindi sul ritmo di certe lingue musicali provenienti da varie parti del mondo... il ritmo scatena il corpo e genera danza esattamente come il respiro genera canto, e viceversa".

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