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«Emergenza Xylella» Coldiretti bussa per gli indennizzi

di FLAVIA SERRAVEZZA
LECCE - Con il decreto ministeriale straordinario atteso per il 27 agosto, il Governo renderà ufficiale le risorse destinate all’emergenza-Xylella, il crono-programma degli interventi da mettere in campo e indicare, tema delicatissimo, i prodotti fito-sanitari (gli insetticidi) scelti per contrastare la diffusione del batterio. Intanto Coldiretti Puglia pensa anche agli indennizzi
«Emergenza Xylella» Coldiretti bussa per gli indennizzi
di FLAVIA SERRAVEZZA

LECCE - Partiranno subito dopo Ferragosto i monitoraggi negli uliveti per creare un cordone fito-sanitario a Nord di Lecce, una sorta di barriera che dovrebbe impedire la propagazione di Xylella nel resto della regione. La decisione è stata confermata dal dirigente dell’Osservatorio fitosanitario regionale Antonio Guario, durante l’incontro organizzato lunedì scorso da Coldiretti nella cooperativa Acli di Racale per illustrare agli oltre quattrocento olivicoltori presenti gli scenari futuri della lotta al batterio-killer.
«La diffusione nel Leccese - ha detto Guario - sta aumentando. Stiamo studiando l’istituzione di una fascia larga due chilometri e lunga 45, al confine delle province di Lecce e Brindisi, nella quale attuare misure di controllo e di intervento contro i vettori, affinché non si propaghi nel resto della Puglia».

Questo è quanto sarà fatto in vista del decreto ministeriale straordinario atteso per il 27 agosto, con il quale il Governo renderà ufficiale le risorse destinate all’emergenza-Xylella, il crono-programma degli interventi da mettere in campo e indicare, tema delicatissimo, i prodotti fito-sanitari (gli insetticidi) scelti per contrastare la diffusione del batterio. Intanto Coldiretti Puglia pensa anche agli indennizzi e scrive ad Alessandro D’Oria, presidente della Commissione regionale dell’Abi, l’Associazione bancaria italiana. «Abbiamo chiesto un incontro urgente, unitamente alla struttura nazionale di Creditagri Italia – spiega il presidente Gianni Cantele - al fine di delineare un percorso comune che appoggi e agevoli le imprese olivicole così duramente colpite dall’emergenza fitosanitaria. Considerata la vasta estensione del problema e la rilevanza economica della coltura per l’intero territorio regionale, è necessario e improcrastinabile attivare tutti gli strumenti a disposizione per sostenere un comparto che è fonte di reddito e lavoro per il territorio salentino».

«Gli imprenditori olivicoli devono essere soggetti attivi nella eradicazione della malattia – continua il direttore di Coldiretti Puglia, Angelo Corsetti - oltre ad essere indennizzati rispetto alle ormai ingenti perdite di reddito presenti e future. Le risorse di cui finora si è parlato non saranno certamente sufficienti a mettere in atto le pratiche imposte dall’Unione Europea e a indennizzare gli olivicoltori».
Secondo una stima approssimativa di Coldiretti, nel caso di danneggiamento irreversibile degli alberi di olivo colpiti oppure nel caso venga prescritta l’estirpazione degli alberi sui quali sarà accertata la presenza del patogeno, al valore del soprassuolo distrutto pari a 125 euro ad albero va aggiunto il mancato reddito che nel caso di una piccola azienda è stato calcolato in 163 euro ad albero. L'associazione di categoria ribadisce inoltre la necessità di un provvedimento regionale che dichiari l’eccezionalità della patologia da quarantena «Xyella» e, quindi, di attivare immediatamente il monitoraggio dell’area di rispetto che svolga il ruolo di cordone sanitario a beneficio dell’olivicoltura pugliese, italiana ed europea, affidando l’attività ai Consorzi di Difesa e attingendo risorse dalla legge di assestamento di bilancio.

La situazione è pesante: l’associazione di categoria ritiene infatti che le strutture di trasformazione non saranno in grado di avviare la campagna olearia 2014-2015, perché l’area colpita si è tanto allargata (si parla di 40mila ettari) da avere ridotto drasticamente il quantitativo di olive da molire. «C’è bisogno di un cambio di passo – incalza Corsetti - perché l’olivicoltura salentina non può aspettare inerme il decreto ministeriale che si aspettava venisse approvato già il 4 agosto scorso».

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