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Pericolo crollo falesia nuovo sequestro per Porto Miggiano

SANTA CESAREA TERME - Il corpo forestale dello Stato torna nella baia di Porto Miggiano per un nuovo sequestro. Questa volta, però, il provvedimento porta la firma del giudice per le indagini preliminari Vincenz o Brancato, che ha emesso un decreto di sequestro preventivo così come chiesto dai sostituti procuratori Elsa Valeria Mignone ed Antonio Negro. A conti fatti, la situazione resta pressocchè immutata
Pericolo crollo falesia nuovo sequestro per Porto Miggiano
SANTA CESAREA TERME - Il corpo forestale dello Stato torna nella baia di Porto Miggiano per un nuovo sequestro. Questa volta, però, il provvedimento porta la firma del giudice per le indagini preliminari Vincenz o Brancato, che ha emesso un decreto di sequestro preventivo così come chiesto dai sostituti procuratori Elsa Valeria Mignone ed Antonio Negro. A conti fatti, la situazione resta pressocchè immutata, alla luce del fatto che già a marzo dello scorso anno la Procura aveva apposto i sigilli all’area, rendendola di fatto inaccessibile.

Questa volta, però, il gip ha nominato custode giudiziario il primo cittadino di Santa Cesarea Terme Pasquale Bleve: su di lui grava l’obbligo di garantire che nessuno abbia accesso alla baia. A dare un’accellerata alle indagini sono state le risultanze delle consulenze (consegnate a giugno) affidate dalla Procura al dottor Giuseppe Spilotro, esperto di geologia ed idrogeologia applicata, al professor Dino Borri, ordinario del dipartimento di architettura e urbanistica del Politecnico di Bari e al dottor Giuseppe Roberto Tommasicchio, specializzato in regime e protezione dei litorali. I consulenti hanno messo nero su bianco che il costone roccioso che sovrasta la baia sia a rischio crollo. Aggiungono anche che sotto questo punto di vista c’è stato un miglioramento di tipo «temporale ma non spaziale». Vale a dire: la caduta di massi è diminuita ma ad ogni modo continua.

Lo scorso inverno un enorme blocco di pietra pare sia infatti caduto al centro della piattaforma per la balneazione. Al momento, sul registro degli indagati compaiono tre nomi: si tratta del geometra Salvatore Bleve, in qualità di dirigente responsabile dei lavori pubblici del Comune di Santa Cesarea Terme e di Responsabile unico del procedimento; Daniele Serio, di Surbo, direttore dei lavori incaricato dalla ditta «Politecnica Scarl» che ha realizzato il progetto, e Maria Grazia Doriana, amministratore unico della «C.E.M.» di Napoli, la ditta che ha effettuato i lavori. I reati ipotizzati dagli inquirenti sono quelli di abusivismo edilizio in zona sottoposta a vincolo, oltre alla distruzione ed al deturpamento di bellezze naturali.

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