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Xylella, autunno nero per olivicoltori salentini

LECCE - Sarà un autunno amaro per l’olivicoltura salentina. L’epidemia di Xylella impedirà alle strutture di trasformazione di avviare la campagna olearia 2014-2015. La prospettiva è stata illustrata ieri dai massimi rappresentanti di Coldiretti pugliese. La situazione è apparsa in tutta la sua drammaticità: distese spettrali di ulivi malati, migliaia di ettari contaminati (si parla di 40mila), nuovi focolai da nord al Capo di Leuca
Xylella, autunno nero per olivicoltori salentini
LECCE - Sarà un autunno amaro per l’olivicoltura salentina. L’epidemia di Xylella impedirà alle strutture di trasformazione di avviare la campagna olearia 2014-2015. La prospettiva è stata illustrata ieri dai massimi rappresentanti di Coldiretti pugliese all’assessore regionale Fabrizio Nardoni, invitato dalla federazione agricola ad un sopralluogo sulle condizioni degli ulivi malati. La situazione è apparsa in tutta la sua drammaticità: distese spettrali di ulivi malati, migliaia di ettari contaminati (si parla di 40mila), nuovi focolai da nord al Capo di Leuca.

L’incontro in agro di Gallipoli, laddove tutto ha avuto inizio, ha toni serrati, talvolta aspri. La richiesta del presidente regionale di Coldiretti, Gianni Cantele, è puntuale: «Serve un provvedimento regionale che dichiari l’ecce zionalità della patologia . Va inoltre attivato immediatamente il monitoraggio dell’area di rispetto che svolgerà il ruolo di cordone sanitario a beneficio dell’olivicoltura pugliese, italiana ed europea, affidando l’attività ai Consorzi di Difesa, attingendo risorse dalla legge di assestamento di bilancio». Cantele incalza: «Serve un cambio di passo, perché non possiamo aspettare inermi il Decreto ministeriale, che ci aspettavamo venisse approvato già il 4 agosto scorso, considerata la vasta estensione del problema e la rilevanza economica della coltura per l’i n t e ro territorio regionale e l’obblig atorietà che impone la normativa fitosanitaria comunitaria e nazionale in caso di ritrovamento di patogeni da quarantena ». Non crede più alle promesse della Regione il Consorzio Dop Terra d’Otranto, che ora chiede le dimissioni dell’assessore Nardoni.

«L’emergenza Xylella - accusa il presidente Giovanni Melcarne - è stata gestita in modo inadeguato ed il tardivo sopralluogo dell’assessore Nardoni, programmato ieri nelle campagne flagellate dal batterio, non basta a colmare mesi di ritardi ed omissioni». Poi aggiunge: «Nardoni e l’intero esecutivo guidato da Nichi Vendola non hanno dato la giusta attenzione ad un’epidemia che rischia di assumere proporzioni inimmaginabili, dimostrando di non essere minimamente in grado di gestire questa emergenza. Tra una riunione interlocutoria e l’altra, il batterio ha compromesso migliaia di ettari. È giunto il momento che la politica, con un atto di onestà intellettuale, ammetta la propria incapacità nel fronteggiare questa epidemia e passi il testimone ad un commissario straordinario».

Melcarne non nasconde la preoccupazione degli olivicoltori dinanzi alla continua individuazione di nuovi focolai. «Lo stiamo chiedendo ormai da mesi: serve una gestione straordinaria dell’emergenza e, senza nulla togliere ai tecnici e agli studiosi che stanno seguendo dal punto di vista scientifico l’epidemia, serve il coinvolgimento di esperti da tutto il mondo. L’ecce zionalità del problema - evidenzia - richiede interventi altrettanto eccezionali, dalle risorse finanziarie a quelle umane da mettere in campo. In gioco c'è il futuro dell’olivicoltura non solo salentina ma anche nazionale e forse dell’intero Mediterraneo».

Solidarietà agli olivicoltori è stata espressa dal consigliere regionale Saverio Congedo di Forza Italia: «È comprensibile l’esasperazione dei produttori - dice - gli effetti della xylella hanno catapultato in uno stato di crisi quello che è un comparto d’eccellenza del territorio e stanno incidendo sensibilmente su un patrimonio della Puglia e del Mediterraneo. La richiesta di dimissioni dell’assessore Nardoni è l’ultimo atto di una serie di appelli e richieste, giunti per altro molto tempestivamente rispetto all’emergenza di queste ultime settimane. In ogni caso, il grido di dolore è comprensibile e spero serva a sollecitare il massimo impegno della Regione e dei livelli istituzionali interessati».

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