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Sprechi, nel mirino a Lecce Università e Provincia

LECCE - Sprechi per l’energia elettrica: nel mirino delll’Autorità nazionale anticorruzione sono finite l’Università del Salento e la Provincia. Alla prima è stata contestata una bolletta da un milione, all’altra di 846mila euro. Ma il rettore Vincenzo Zara replica: «Non è così. Abbiamo risparmiato il 19 per cento». Lo stesso dice il presidente, Antonio Gabellone
Sprechi, nel mirino a Lecce Università e Provincia
LECCE - Sprechi per l’energia elettrica: l’Autorità nazionale anticorruzione «bacchetta» l’Università del Salento e la Provincia. Ma il rettore Vincenzo Zara replica: «Non è così. Abbiamo risparmiato il 19 per cento». Lo stesso dice il presidente, Antonio Gabellone.

Dunque, l’Ateneo e l’Amministrazione di Palazzo dei Celestini sono finite nel mirino dell'autorità nazionale anticorruzione incaricata dal Governo di far luce sui costi della gestione amministrativa. Al primo è stata contestata una bolletta di un milione di euro per la fornitura di energia elettrica per il biennio 2012-2013; all’altra, di 846mila euro. Gli importi sono stati ritenuti eccessivi dall’Autorithy guidata da Raffaele Cantone. Anche se è da dire che Università e Provincia non sono mosche bianche: l’Autorità incaricata dal Governo, infatti, ha rilevato criticità in 200 enti in tutta Italia.

Comunque, secondo l’Autorità anticorruzione, Università del Salento e Palazzo dei Celestini non avrebbero scelto con attenzione i fornitori del servizio energetico. Pertanto, i contratti sarebbero stati poco vantaggiosi.

E’ di ricordare che la legge prevede che gli enti pubblici si rivolgano a Consip, la centrale acquisti nazionale della pubblica amministrazione, oppure alle centrali regionali, per ottenere contratti e tariffe più vantaggiose.

Il rettore Zara conferma di aver scrupolosamente seguito la corretta applicazione delle disposizioni di legge, premettendo di aver già fornito i dovuti chiarimenti. «L’Università ha, di fatto, aderito alle convenzioni Consip per la fornitura di energia elettrica per 27 punti di prelievo - spiega - tecnicamente deonominati Pod, dei 29 complessivamente intestati. I due rimasti esclusi sui quali convergono quattro intallazioni di impianti fotovoltaici - continua Zara - per un totale complessivo di 3,2 megawatt di picco, installati nell’area del Polo extraurbano, cioè Ecotekne».

Il rettore aggiunge che «questi due punti di prelievo hanno consentito condizioni di spesa particolari, sfruttando il principio di autoconsumo, a prezzi sensibilmente inferiori a quelli dei lotti Consip, essendo prelevata una quota parte dell’energia verde prodotta negli impianti fotovoltaici sulle pensiline dei parcheggi e sulla copertura del Museo dell’Ambiente».

Questo, evidenzia Zara, ha consentito un risparmio quantificato, per gli ultimi 14 mesi, in circa 500mila euro. «L’importo è stato determinato dal fatto che l’Ateneo ha acquistato 5,5 milioni di Kwh dai 27 Pod, giusta convenzione Consip, pagandoli 23 centesimi a Kwh - puntualizza - mentre per i due Pod con fornitura di autoconsumo ha acquistato 13,9 milioni di Kwh, pagandoli 18,6 centesimi a Kwh. Pertanto - tira le somme - rispetto ai costi di una fornitura complessiva dalla convenzione Consip, abbiamo ottenuto un risparmio del 19 per cento».

Si difende pure l’amministrazione provinciale. Il presidente Antonio Gabellone, infatti, non accetta l’accusa di «sprecone». «Abbiamo bandito una gara d'appalto al ribasso partendo dal prezzo migliore suggerito dalla Consip - rimarca - Abbiamo risparmiato migliaia di euro. Altro che sprechi».

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