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Dopo i Negramaro ecco cosa resta dello stadio di Lecce

di FLAVIA SERRAVEZZA
LECCE - Serviranno cinquemila euro per risanare i danni al manto erboso dello stadio «Via del Mare», dopo il concerto dei Negramaro del 26 luglio scorso. Lo ha stabilito la perizia tecnica effettuata dall’agronomo incaricato dal Comune di Lecce Fabio Lettere. Ma il bilancio delle spese è ben più oneroso, pari a circa 20-25 mila euro, se si considerano anche i bagni rotti e i danneggiamenti alle «cassette» dell’impianto elettrico e fonico. E ora chi paga?
Dopo i Negramaro ecco cosa resta dello stadio di Lecce
di FLAVIA SERRAVEZZA
LECCE - Il concerto dei Negramaro del 26 luglio scorso ha lasciato una pesante eredità sul terreno del «Via del Mare». Il manto erboso, ad oggi, appare ancora in pessime condizioni, visibilmente «spelacchiato» e costellato di solchi. Secondo la perizia effettuata dall’agronomo incaricato dal Comune di Lecce, Fabio Lettere, per restituire alla squadra giallorossa un terreno di gioco degno di questo nome saranno necessari cinquemila euro. Nella stima del tecnico, però, non rientrano i danni registrati nei bagni pubblici collocati sugli spalti (con wc intasati e rotti, soprattutto quelli per signore), poi alle «cassette» dell’im - pianto elettrico, fonico e di alcuni «rotor» pubblicitari presenti a bordo campo, che farebbero lievitare l’importo a circa 20-25 mila euro.

Spese, queste, che saranno coperte dall’assicurazione della società che ha organizzato il concerto dei Negramaro. Un accordo a monte, poi, prevede che la stessa società debba versare altri 25mila euro per le operazioni di ripristino dello stato dei luoghi, mentre il Comune se la caverebbe con «soli» diecimila euro. Tuttavia, come anticipato nei giorni scorsi, ci sarebbero anche i presupposti per una richiesta di risarcimento danni da parte dell’amministrazione comunale.

La perizia tecnica effettuata dall’agronomo Lettere per conto di Palazzo Carafa, infatti, ha rilevato «gravi danni sia al tappeto erboso, sia all’impianto di irrigazione, a causa del passaggio di un muletto che ha attraversato il terreno di gioco durante le operazioni di montaggio del palco». Un mezzo pesante che ha inevitabilmente tracciato profondi solchi lungo ben 90 metri quadri di terreno. Non solo. Altri 130 metri quadri, nella zona dell’area di rigore, risultano invece danneggiati per la lunga permanenza della copertura plastica adottata per proteggere il terreno di gioco durante il concerto, peraltro effettuata con alcune tavelle «piene di materiale sabbioso marino».
Copertura che sarebbe rimasta montata per quattro giorni, contro le 24-30 ore concordate nella riunione intercorsa il 9 giugno tra i rappresentanti del Comune, l’Unione sportiva Lecce Calcio e i responsabili dell’organizzazione del concerto. A tutto ciò, poi, si aggiunge la rottura di dodici irrigatori e della cabina che protegge la centralina dell’impianto di irrigazione. Ad ogni buon conto, i lavori per risanare le parti di terreno danneggiate sono già cominciati il 29 luglio con le operazioni di taglio, erpicatura, sabbiatura, trattamento dei solchi scavati dal muletto, bucatura, concimazione, semina e irrigazione.

Tutto dev’essere necessariamente pronto per l’esordio dei Giallorossi in Coppa Italia, il prossimo 10 agosto. «È una corsa contro il tempo, ma la partita si potrà disputare - assicura Lettere - anche se il terreno non sarà in condizioni ottimali». Subito dopo la sfida del Lecce contro il Foligno, riprenderanno gli interventi sul manto erboso: si procederà con la rizollatura delle zone danneggiate con gramigna («ibrido Tifway 419») e un miscuglio di loietti, il trattamento nei solchi, la sostituzione degli irrigatori e della cabina rotta. Nella relazione consegnata al sindaco Paolo Perrone, l’ag ronomo Lettere mette inoltre nero su bianco che «le inottemperanze verificatesi del mancato rispetto degli accordi intrapresi e delle indicazioni tecniche impartite, hanno determinato serie ripercussioni sui tempi e sulla buona riuscita dell’importante intervento manutentivo in atto».
Pertanto, il tecnico ritiene fondamentale «che il manto erboso non venga utilizzato, fino ai primi di ottobre, per allenamenti e gare amichevoli, ma esclusivamente per gare ufficiali». Non a caso, i dirigenti dell’Us Lecce hanno già chiesto di poter giocare fuori casa la prima partita di Lega Pro in programma il 31 agosto.

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