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Il fuoco divora la pineta paura a Santa Cesarea

di GIOVANNI NUZZO
SANTA CESAREA TERME - Fuoco nella pineta del parco costiero. Un vasto incendio ha distrutto oltre 40 ettari di macchia mediterranea, alberi di pino e sterpaglia a monte del costone roccioso. Ma in pericolo ci sono stati anche albergo, case e il municipio. Le fiamme si sono sprigionate in più fronti a monte del nuovo centro termale in abbandono, dirigendosi a valle della litoranea, lambendo l’hotel “Mediterraneo”, il municipio e le case. Secondo gli inquirenti l’incendio è di origine dolosa
Il fuoco divora la pineta paura a Santa Cesarea
di Giovanni Nuzzo 

SANTA CESAREA TERME - Fuoco nella pineta del parco costiero. Un vasto incendio ha distrutto oltre 40 ettari di macchia mediterranea, alberi di pino e sterpaglia a monte del costone roccioso. Ma in pericolo ci sono stati anche albergo, case e il municipio. Il forte vento di tramontana ha ostacolato non poco le operazioni di spegnimento poiché la zona interessata al rogo è impervia e priva di vie di accesso. Le fiamme si sono sprigionate in più fronti a monte del nuovo centro termale in abbandono, dirigendosi a valle della litoranea, lambendo l’hotel “Mediterraneo”, il municipio e le case.

Secondo gli inquirenti l’incendio è di origine dolosa. È scoppiato intorno alle 14. Il primo a dare l’allarme è stato il vigile urbano del Comune, Piero Galati che ha subito avvertito la squadra Arif antincendio boschivo di Santa Cesarea e Tricase, prontamente intervenuta. Poi il Corpo Forestale dello Stato della sezione di Otranto e del distaccamento di Tricase che hanno coordinato le operazioni, la Protezione civile di Marittima con due squadre, i Vigili del fuoco di Maglie, la Polizia di Stato di Otranto, i carabinieri di Poggiardo col comandante Nicola Perrone coadiuvato dall’appuntato Alfredo Galati che alla presenza del capitano della Compagnia di Maglie, Luigi Scalingi hanno provveduto a bloccare alcune strade d’accesso al belvedere ed evacuare le persone presenti nella pineta. «Era stato già predisposto l’abbandono delle abitazioni – spiega il sindaco Pasquale Bleve – quando è arrivato l’aiuto dei mezzi aerei, due Firebos e un Canadair che con potenti getti d’acqua hanno fatto rientrare l’emergenza dopo poche ore». Forze dell’ordine e volontari si sono adoperati per avere ragione delle fiamme al termine di oltre sei ore di lavoro. Ad aiutarli, pure residenti e turisti. «Chi abita nelle ville della pineta – dice la signora Elisa – è intervenuta con secchi d’acqua e pompe. Se non lo avessero fatto tutto sarebbe precipitato, purtroppo il vento di tramontana ha poi alimentato ancora di più le fiamme». Lo scorso anno sempre nella stessa zona furono ridotti in cenere oltre trenta ettari di bosco. Un fenomeno che si ripete puntualmente in piena stagione estiva appena soffia forte il vento di maestrale.

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