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Guarire con la Pizzica la ricetta di Piscinelli

di ANTONIO GALIZIA
CONVERSANO - Gianni Piscinelli, il noto attore e professore di storia e filosofia, colpito da ictus nel 2010 e che il 20 agosto, dopo tanta sofferenza e dopo essere finito su una sedia a rotelle, tornerà sul palcoscenico della Casa delle Arti di Conversano per mandare in scena il suo «Festa in»: parole, musiche, danze e canti popolari per raccontare il «tarantismo». Un lavoro elaborato nel periodo della malattia e che ha avuto effetti terapeutici importanti
Guarire con la Pizzica la ricetta di Piscinelli
di ANTONIO GALIZIA

CONVERSANO - Sui media, la medicina è qualcosa che ha a che fare nella migliore delle ipotesi con qualche sensazionale scoperta scientifica. Nella peggiore, con casi eclatanti di malasanità. Nel mezzo, però, c'è molto altro. È il mondo delle persone che convivono con la malattia, le cui vite ne sono state sconvolte, che hanno imparato ad affrontare la paura, che devono dedicare alle cure la maggior parte del proprio tempo e delle proprie energie. Sono storie che nessuno racconta mai.

Ma se raccontare, recitare, suonare facesse parte della cura? È quanto ha scoperto, sulla sua pelle, Gianni Piscinelli, il noto attore e professore di storia e filosofia, colpito da ictus nel 2010 e che il 20 agosto, dopo tanta sofferenza e dopo essere finito su una sedia a rotelle, tornerà sul palcoscenico della Casa delle Arti di Conversano per mandare in scena il suo «Festa in»: parole, musiche, danze e canti popolari per raccontare il «tarantismo». Un lavoro elaborato nel periodo della malattia e che ha avuto effetti terapeutici importanti. «Il 2010 – racconta Gianni Piscinelli nel suo flashback – in maniera inaspettata sono stato colpito da ictus. Ho vissuto momenti terribili, sono finito su una sedia a rotelle vivendo, per la prima volta, la condizione di un diversamente abile. Esperienza terrificante perché in prima persona ho potuto capire come vengano discriminate e trattate queste persone, costrette ad imbattersi in barriere architettoniche e dico io culturali».

Tra le terapie seguite per ritrovare la normalità, Piscinelli, che nel suo curriculum artistico vanta collaborazioni importanti (su tutte quella con Corrado Augias), ha partecipato a «Time Zones» con Kekko Fornarelli, Livio Minafra, Felice Mezzina, Roberto Ottaviano, Gianni Lenoci e diretto laboratori teatrali per normodotati e disabili mentali, ha seguito quelle della recitazione e della musica: «Di grandissimo aiuto mi è stato il voler ritornare a occuparmi di teatro e musica. Gli esercizi di dizione e fonetica, il suono della tromba che ha sollecitato l’uso del diaframma, sono esercizi che insieme ad altri e alla forte volontà di tornare sul palcoscenico, mi sono stati di grandissimo aiuto. Prima della malattia – continua l’artista – mi esibivo con musicisti jazz sui palcoscenici di tutta Italia. Ora insieme a Emanuele Martino, mago degli effetti sonori, e Caterina Ivone, straordinaria danzatrice di pizzica, sto lavorando a “Festa in”, uno spettacolo teatrale che è una riflessione sul divertimento tradizionale e sulle cause e gli effetti del tarantismo. Questo è un fenomeno nostro, che attraverso la danza cerca di esorcizzare il male. Ma per me è soprattutto il lavoro che mi ha aiutato tanto a superare la malattia». L’atteso ritorno di Gianni Piscinelli è fissato per la sera del 20 agosto nell’arena della Casa delle Arti.

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