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Molotov al consigliere torna la paura ad Ugento

UGENTO - Non si placa la morsa delle intimidazioni ai politici. Una molotov inesplosa è stata trovata in un giardino di proprietà del fratello, imprenditore edile, del consigliere comunale Maria Venere Grasso (foto) adiacente al suo studio legale. Indagini sono in corso per accertare se il segnale fosse rivolto al consigliere comunale o al fratello di quest’ultima. Maria Venere Grasso è presidente di una commissione comunale che si è occupata dell’area protetta
Molotov al consigliere torna la paura ad Ugento
UGENTO .- Una molotov inesplosa vicino allo studio legale del consigliere comunale Maria Venere Grasso e all’abitazione del fratello Ciro, imprenditore nel campo degli arredi urbani. L’ultimo episodio intimidatorio nei confronti degli amministratori comunali di Ugento o di persone a loro vicine è venuto alla luce ieri mattina, in via Amatore Sciesa, a pochi metri dalla provinciale per Racale. La molotov era nel giardino dell’abitazione dell’imprenditore, titolare della storica azienda «Gradim giochi», e per questo motivo non è ancora chiaro se il segnale fosse rivolto a lui o alla sorella.

Lo studio legale del consigliere, infatti, è adiacente alla casa del fratello. L’accaduto è stato denunciato al commissariato di polizia di Taurisano.Il pensiero non può non correre agli attentati che nelle scorse settimane hanno visto nel mirino l’assessore ai lavori pubblici Oronzo Calabrese e l’affidatario dei servizi museali Paolo Schiavano. Sugli episodi sta indagando la Squadra mobile di Lecce, che starebbe concentrando le sue attenzioni su ciò che ruota attorno al piano del parco «Litorale di Ugento» (che, tra le altre cose, prevede la chiusura della litoranea e, quindi, dei parcheggi vicino al mare).

L’avvocato Maria Venere Grasso è presidente della terza commissione consiliare permanente, proprio quella in cui negli ultimi mesi si è discusso delle vicende legate al piano di gestione dell’area protetta. Nelle scorse settimane Grasso è stata ascoltata in Procura nell’ambito delle indagini sulle recenti intimidazioni (il 18 gennaio i colpi di pistola e la molotov contro l’auto di Calabrese e l’abitazione di Schiavano; il 12 febbraio ancora colpi di pistola contro le abitazioni di entrambi; agli inizi di giugno, minacce di morte scritte con vernice spray in uno stabile di campagna di proprietà di Calabrese).

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