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Condannna di Perrone per un morto in allagamento Anci: sconcerto e amarezza

LECCE - Solidarietà e amarezza bipartisan dall'Anci per la condanna a 10 mesi di reclusione del sindaco di Lecce, Paolo Perrone, accusato di omicidio colposo per la morte di un anziano morto nella sua auto intrappolato nel sottovia allagato a Lecce a causa di un violento nubifragio (10 mesi inflitti anche al dirigente del settore Lavori pubblici  e 6 mesi all'ex comandante della polizia municipale). Il presidente dell'Anci, Fassino (Pd): amarezza e sconcerto per sentenza incomprensibile. Cattaneo (FI), vicepresidente Anci: incomprensibile la decisione di addossare al primo cittadino una responsabilità tanto grave
Condannna di Perrone per un morto in allagamento Anci: sconcerto e amarezza
LECCE - Solidarietà e amarezza bipartisan dall'Anci per la condanna a 10 mesi di reclusione del sindaco di Lecce, Paolo Perrone, accusato di omicidio colposo per la morte di un anziano morto nella sua auto intrappolato nel sottovia allagato a Lecce a causa di un violento nubifragio (10 mesi inflitti anche al dirigente del settore Lavori pubblici  e 6 mesi all'ex comandante della polizia municipale). La sentenza è avvenuta nell’ambito del processo per la morte dell’avvocato leccese Carlo De Pace, rimasto intrappolato nella sua auto il 21 giugno 2009 nel sottovia allagato di viale Leopardi, a causa di un violento nubifragio. L’accusa, sostenuta dal pm Paola Guglielmi, aveva chiesto una condanna a un anno e sei mesi di reclusione.

«Una sentenza della quale prendo atto, pur consapevole di essere totalmente estraneo a quella drammatica dinamica di eventi» ha scritto Perrone sulla sua pagina Facebook che aggiunge: «Nel momento in cui - ha aggiunto - in un Paese come il nostro, sono divenuto primo cittadino di Lecce, ho implicitamente accettato di dovermi eventualmente addossare anche responsabilità del genere. Sono fiducioso, però, che la mia estraneità a quel tragico episodio sarà riconosciuta dal giudice di secondo grado».

«Il rispetto per la magistratura e per le sue decisioni non può nascondere lo sconcerto, l’amarezza ed il profondo disagio per una sentenza francamente incomprensibile. La responsabilità oggettiva di un Sindaco non può condurre ad addebitargli automaticamente qualsiasi cosa accada in una città”. Lo ha dichiarato il Presidente della Associazione Nazionale dei Comuni Italiani (Anci) Piero Fassino, commentando la sentenza emessa dai magistrati a carico del Sindaco di Lecce Paolo Perrrone a cui lo stesso Fassino ha voluto esprimere “la vicinanza di tutta l’Anci e mia personale».

«I sindaci sanno cosa vuol dire lavorare ogni giorno per le proprie comunità a viso aperto, senza mai sottrarsi alle proprie responsabilità, come sono sicuro abbia fatto fino ad oggi anche il sindaco di Lecce Paolo Perrone. Per questo motivo appare incomprensibile la decisione di addossare al primo cittadino una responsabilità tanto grave». Così il vicepresidente dell’Anci, Alessandro Cattaneo, commenta le vicende che hanno riguardato il sindaco di Lecce, Paolo Perrone.

«Si rischia inoltre – aggiunge Cattaneo – di creare un precedente pericoloso: i sindaci già da tempo denunciano la solitudine in cui sono costretti nel governo dei territori; se passa anche il concetto per cui ogni accadimento viene ricondotto solo alla responsabilità del primo cittadino, si rischia di dar luogo a un corto circuito istituzionale molto pericoloso. Da parte mia – conclude Cattaneo – esprimo massima solidarietà e amicizia al sindaco Perrone, che conosco e stimo per il suo lavoro».

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