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Gallipoli, così la malavita voleva gestire i parcheggi

GALLIPOLI - Dalle intercettazioni dell'inchiesta che ha smantellata la cosiddetta mafia delle coste, emergono pressioni sul primo cittadino per ottenere la gestione delle aree di sosta. Ma Errico minimizza: atteggiamenti intimidatori non minacce dirette nei miei confronti. Abbiamo dimostrato schiena dritta e senso delle istituzioni. Il procuratore Motta: dalla politica segnali positivi
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Gallipoli, così la malavita voleva gestire i parcheggi
GALLIPOLI - «Noi ti abbiamo votato e tu devi prendere posizione». Il pressing sul sindaco Francesco Errico emerge dalle intercettazioni. Vere intimidazioni che Roberto Parlangeli avrebbe esercitato sul primo cittadino per il controllo dei parcheggi che, d’estate, rappresentano un business allettante.Le pressioni al sindaco coincidono con l’iter di pubblicazione del bando pubblico che individuava le aree da abibire a parcheggio e le cooperative che gestivano tali aree. Il tentativo di mettere le mani sui parcheggi attraverso la cooperativa «Lu rusciu te lu mare» è stato bloccato da un’interdittiva antimafia alimentata anche dall’esito delle indagini che hanno svelato metodi mafiosi e la pressante attività intimidatoria nei confronti.

Da un’intercettazione, in particolare, emerse il convincimento maturato da Roberto Parlangeli e dalla convivente Paola Padovano che il sindaco potesse in qualche modo favorire l’assegnazione dei parcheggi per rapporti di amicizia che li legava, ma anche perché ritenevano di aver favorito con i loro voti la sua elezione. Nella telefonata del 14 maggio Paola Padovano informa Parlangeli che il sindaco di Gallipoli aveva fermato lo zio (Marco Reali, fratello della vedova di Salvatore Padovano) per dirgli della pubblicazione del bando: «mo' Francesco (il sindaco, ndr) ha fermato lo zio Marco per dirgli del bando ( . .) mo' mo' proprio. Io te l’ho detto per correttezza, siccome noi stavamo malangando già (parlando male) che non ci aveva avvisati, dice che lo ha chiamato di proposito e gli ha detto che insomma da qualche giorno che è uscito e niente, questo».

La traccia dell’intimidazione è evidente in un’altra conversazione, quella del 25 luglio 2013, nella quale Roberto Parlangeli informava Antonio Baldari (il commercialista che si è interessato della predisposizione della documentazione per la partecipazione al bando) di aver incontrato Errico e di averlo intimidito contestandogli il suo comportamento.

Roberto:questa mattina l'ho beccato. .. eh?

Antonio:a si.

Roberto: stavo andando a comprare il giornale e lui usciva di casa, come mi ha visto ha iniziato a tremare, no? gli ho detto "Francesco" dico.. . "a me la cosa che mi dispiace tanto . . . no? . io sono prima di tutto un grande lavoratore, che mi alzo la mattina e torno la sera ed a volte non ho tempo nemmeno dí farmi una doccia. La Magistratura, i Carabinieri che vogliono pensare quello che pensano, le dicerie del popolo, delle persone. Ggli ho detto io "questa è una vergogna e la mia rabbia verso i tuoi confronti sai qual è? io prima di tutto ti ho sempre portato rispetto e continuerò a farlo, sei il mio dentista, sei. .. no? sai quant'è brava Paola, sai quant'è bravo Angelo, no? e non stai facendo nulla per prendere posizioni, no?" "no, no. .. ma che stai dicendo... " dice "no, no... che stai dicendo, io ieri sera ho chiesto un appuntamento con Motta, con il Giudice Motta: A me non interessa, non interessa. . . nulla. .. però io praticamente sono venuti a firmare dei contratti, sono venuti per dire se era possibile annullare il contratto, io il contratto non l’annullo perché io lavoro e continuo a lavorare con il Ruscio dellu Mare, perché lu Rusciu dellu Mare è una cooperativa seria.

Antonio: non ci sono problemi.

Roberto: " e che procedano come devono procedere, che nessuno si permetta a mancare di rispetto alla mia famiglia ora mi sono stancato e anche io. . . "tu devi prendere posizione, perché noi ti abbiamo votato a te, noi ti abbiamo votato, tu devi prendere posizione in quanto... Se mi vuoi dire qualcosa, se mi devi dire qualcosa . . .dimmela. Dice "no" dice lui. .. 'sei sempre stato rispettoso ed educato, anzi': . . dice "io se ti posso aiutare, come qualsiasi cittadino italiano, lo farei senza alcun problema. Insomma l’ho preso un pochettino.

Antonio: ma ora lui, ti ha detto qualcosa per domani? per la conferenza dei servizi. . . novità?

Roberto:noo. .. poi ho messo in moto e me ne sono andato, l'ho lasciato così... lui è rimasto male. .. è rimasto. ..E rimanimi male quanto vuoi io ti ho sempre portato rispetto, a te ed a tutti quanti . Non sono mai andato a fare male a qualcuno, no? fanno del male e l'associano a noi . . . ed è tutto sbagliato. .. mi dovevo fissare sulle parole che avete detto tutti quanti, io i tre parcheggi che tengo autorizzati, li chiudo. e vi faccio andare. .. ed insomma poi ho preso e me ne sono andato. .. »

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