Cerca

Salento & turismo A Luglio si spera nel recupero

LECCE - La crisi economica mette il freno al turismo anche nel Salento. Il mese di giugno e la prima decade di luglio non sono da primato e fino ad oggi le impressioni degli operatori alberghieri non sono segnate da eccessivi entusiasmi. La flessione è sotto gli occhi di tutti e a prevalere sono soprattutto le speranze di una ripresa che dovrebbe partire dalla seconda metà di luglio
Salento & turismo A Luglio si spera nel recupero
LECCE - La crisi economica mette il freno al turismo anche nel Salento. Il mese di giugno e la prima decade di luglio non sono da primato e fino ad oggi le impressioni degli operatori alberghieri non sono segnate da eccessivi entusiasmi. La flessione è sotto gli occhi di tutti e a prevalere sono soprattutto le speranze di una ripresa che dovrebbe partire dalla seconda metà di luglio. Le premesse ci sono.

«C’è una leggera ripresa, d’altra parte siamo già a metà luglio», fa sapere Raffaele De Santis, presidente di Federalberghi. «Se non ci fossero segnali - dice - la situazione sarebbe davvero preoccupante. La nostra speranza è che dalla prossima settimana in poi, sino al 20 agosto, si recuperi quello che è mancato nel mese di giugno, dove si è registrata una flessione rispetto all’anno scorso». Le prenotazioni cominciano ad arrivare. Alcune delle strutture ricettive della fascia adriatica sono quasi al completo già da alcuni giorni, e questo crea un clima di fiducia tra gli operatori, che incrociano le dita.

«C’è anche un fattore meteorologico - rileva De Santis - perché fino ad ora, tranne alcuni giorni all’inizio di luglio, il tempo non è stato eccellente, con una variabilità spiccata. E’ un problema generale, al Nord ci sono piogge e allagamenti. L’invito è quello di venire al Sud per godersi un po’ di sole, di mare e relax. «Certo, non possiamo dire che siamo al completo - continua De Santis - ma sicuramente c’è un buon avvio». Ma fino alla prima decade di luglio non si può dire che la stagione sia stata migliore dell’anno scorso. La flessione è palpabile, in linea con la generale crisi economica che soffoca le velleità vacanziere di tantissime famiglie italiane.

«Rispetto allo scorso anno - osserva De Santis - in giugno si è avuto un calo di presenze, durato fino al 10 luglio. C’è chi ha avuto meno “danni”, c’è chi ha retto bene e qualcun altro che addirittura sembra aver lavorato di più. Ma questo, a volte, accade perché nel favorire l’occupazione delle camere si riducono i prezzi. Gli imprenditori turistici hanno dato fondo ad ogni tipo di idea e soluzione che non sanno più cosa proporre. Hanno offerto già il massimo, non vedo come si possa fare di più».

Una flessione rispetto all’anno scorso si registra anche nel capoluogo. Ed anche qui si fa fatica a mantenere elevata l’occupazione delle camere. Lo conferma l’imprenditore Andrea Montinari, titolare della catena Vestas Hotel. «Fino a quando non si arriva alla seconda metà di luglio il movimento turistico non decolla. A Lecce l’andamento segue quello degli anni passati. Luglio è un mese particolare, non ci sono i flussi legati alle attività di business né quelli legati al turismo tradizionale. Le strutture più grandi soffrono un po’ e quelle più piccole tengono meglio, ma non ci sono numeri confortanti. Se qualcuno riesce a mantenere l’occupazione degli anni passati, altri restano sotto quella soglia. Gli hotel che l’anno scorso hanno avuto un’occupazione legata alle produzioni cinematografiche quest’anno non hanno avuto la stessa opportunità. Ed è tutto fatturato che si perde. Certamente qualche segnale di ripresa potrà aversi verso la fine di luglio, ma rispetto allo scorso anno non si può negare che vi sia stata una flessione».

Quanto ai prezzi, si diceva, si cerca di mantenere il ricavo medio dell’anno scorso. «Ma ovviamente - spiega Monitnari - bisogna inventare delle formule e dei servizi che possano allettare la clientela, senza variare i ricavi». A calare è stato soprattutto il mercato interno, quello dei turisti italiani. Qualche soddisfazione è venuta invece dai visitatori stranieri che sembrano apprezzare sempre più Lecce e il Salento. «In questo ambito è andata meglio, c’è una buona risposta - fa sapere Montinari - ma bisogna tenere presente che i turisti italiani rappresentano circa l’ottanta per cento dei flussi complessivi. Si può arrivare anche al 25 per cento degli stranieri. Ma certamente non è un contributo decisivo per la tenuta del settore». [p.b.]

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su

Caratteri rimanenti: 400